Sei colpi esterni e quattro pari: una giornata anomala che entra negli archivi e riapre il dibattito sul peso del fattore campo

La Serie A archivia un fine settimana destinato a far rumore per un dato estremamente curioso. Le squadre di casa, in modo sorprendente, non sono infatti riuscite a imporsi nemmeno una volta, trasformando i propri stadi in terreno di conquista per gli avversari. Su dieci partite disputate, gli ospiti hanno conquistato sei successi, mentre ai club interni sono rimasti soltanto quattro pareggi. Un dato che ribalta una delle certezze storiche del campionato italiano: il fattore campo, tradizionalmente determinante, è stato questa volta completamente neutralizzato. Una fotografia statistica che racconta come le insidie possano essere sempre dietro l’angolo.
Pochi precedenti
Uno scenario così sbilanciato contro i padroni di casa è tutt’altro che frequente nell’era della Serie A a 20 squadre. È appena la quarta volta che accade dal 2004 a oggi, con precedenti sparsi tra le stagioni 2007-2008, 2012-2013 e 2014-2015. Giornate rimaste nella memoria come grandi eccezioni che però ogni tanto possono anche diventare regola. E in questo contesto assume un valore ancor più simbolico la rete di Lorenzo Colombo, gol che ha sancito definitivamente l’assenza di vittorie interne e decisivo nell’1-1 del Genoa sul campo del Milan. Una rete che è improvvisamente diventata emblema di un turno fuori dagli schemi.
Casa propria non determina
Se si allarga l’orizzonte alla storia precedente alla riforma del campionato, il quadro indica una rarità ancor più marcata. Prima del 2004 si contano infatti solo altri cinque turni in cui nessuna squadra di casa riuscì a vincere. Episodi isolati, distribuiti tra gli anni Settanta, Ottanta e metà anni Novanta. E oggi il tema del fattore campo non più determinante torna d’attualità, tra calendari compressi e un livello tecnico in discesa. Un turno anomalo che, numeri alla mano, entra di diritto nella storia della Serie A.