Serie A e Premier League: il nuovo asse di mercato che conviene a tutti

Non solo gli acquisti inglesi in Italia: anche la Serie A sa acquistare bene dalla Premier 
Michele Cerrotta

Non solo gli acquisti inglesi in Italia: anche la Serie A sa acquistare bene dalla Premier 

Da un lato il campionato più bello e competitivo del mondo, dall’altro… la Serie A. Eppure il legame tra il campionato italiano e la Premier League è più stretto che mai. Lo dimostra, o meglio lo conferma, anche l’ultima estate. Gli inglesi hanno pescato, e bene, dalle squadre del nostro calcio: da Leoni a Rejnders, gli acquisti non sono mancati. Tanti, però, anche i calciatori che hanno fatto il percorso inverso. Ne sono un esempio Hojlund e Nkunku, non esattamente due scarti ma entrambi in cerca di nuove esperienze. E gli ultimi anni del resto parlano chiaro.

I nomi

Non solo l’arrivo di de Bruyne a inizio estate e poi quello di Hojlund: nell’elenco di calciatori che dalla Premier League hanno raggiunto la Serie A c’è anche Scott McTominay, uomo simbolo dello scudetto del Napoli. Chissà quanti ricordano poi che i partenopei hanno pescato anche Anguissa dal campionato inglese. Una linea diretta c’è poi anche tra il Milan e l’Inghilterra: lo dimostrano non solo Nkunku, ma anche prima di lui Tomori, Pulisic e Loftus-Cheek. Meno fortuna invece alla Juventus: è rimasto Kelly, che proverà a trovare costanza di rendimento quest’anno, mentre ha deluso ed è andato via invece Douglas Luiz

Le altre

Non si tratta di fili diretti, ma anche altre squadre hanno pescato in Premier League negli ultimi mesi. Ne è un esempio Akanji, arrivato sul gong all’Inter dal Manchester City. Ma anche Ferguson, arrivato alla Roma dal Brighton. Stessa squadra che ha ceduto poi alla Cremonese l’esterno Jeremy Sarmiento. E sempre dall’Inghilterra è arrivato nel club neopromosso Jamie Vardy. Un nome in più a simboleggiare il legame che si sta creando tra il campionato più bello e competitivo del mondo e la Serie A. Sempre augurandosi che prima o poi anche le italiane possano ambire a rubare i migliori talenti dalle big inglesi. E non solo accontentarsi di alternative comunque di primissimo livello.

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