Tudor il controrivoluzionario: come giocherà la sua Juve

La Juve è pronta alla controrivoluzione, terminato il ciclo Thiago Motta ora tocca a Tudor portare i bianconeri in Champions League. Ma come ci riuscirà?
Niccolò Di Leo

La Juve è pronta alla controrivoluzione, terminato il ciclo Thiago Motta ora tocca a Tudor portare i bianconeri in Champions League. Ma come ci riuscirà?

La Juve ha preso la sua decisione. Nelle prossime ore Thiago Motta verrà esonerato dal club bianconero e al suo posto subentrerà Igor Tudor. Per il tecnico croato, che è già stato sulla panchina juventina come vice di Andrea Pirlo, è pronto un contratto con scadenza fino a giugno, ma in cui verrà inserita anche un’opzione di rinnovo annuale qualora dovesse portare risultati positivi. Una decisione meditata in queste ore dalla dirigenza juventina che, fino a pochi giorni fa, ribadiva la propria stima e fiducia in Thiago Motta. Il salto nella grande, però, si è rivelato troppo difficile per un tecnico che forse non era ancora pronto e che ora sarà costretto a ridimensionare momentaneamente le aspettative. La scelta di Tudor, invece, sembrerebbe avere più ragioni di gestione, piuttosto che tattiche.

I risultati di Tudor in Italia (e non solo)

Per Igor Tudor parlano i risultati. Scoperto da Edy Reja all’Hajduk Spalato, ha sempre avuto un’idea di calcio molto chiara e pragmatica. In Italia lo ricordiamo soprattutto per tre parentesi: la prima all’Udinese, quella a Verona e l’ultima alla Lazio. Tutte e tre da subentrante, esattamente come avverrà con la Juve. Se in Friuli è riuscito a ottenere i risultati sperati, prima di fallire l’inizio della stagione seguente (è stato esonerato in favore di Gotti), il meglio di sé l’ha dato sicuramente a Verona nella stagione 21/22, prendendo il posto di Di Francesco dalla quarta giornata in poi. Tudor porta la squadra al nono posto in Serie A e sfiora il record di punti del Verona in campionato (54), totalizzandone 53. Di quell’esperienza, interrottasi per mancato accordo con la società sulle politiche future, resta anche l’incredibile trasformazione di calciatori come Simeone, Caprari e Barak, tridente che arriva in doppia cifra. Una menzione a parte merita quella con la Lazio, quando lo scorso anno prese il posto del dimissionario Maurizio Sarri. Subentrato a marzo, riuscì a centrare l’obiettivo Europa League, creando però non poche tensioni all’interno dello spogliatoio e una pesante spaccatura con la società. Spaccatura creatasi anche nel suo anno a Marsiglia, quando però arrivò 3° in Ligue 1 ottenendo i playoff di Champions League.

Sergente di ferro? No, peggio!

La capacità di gestione di Tudor è forse uno dei suoi elementi più identitari e discussi. L’allenatore croato al momento della sua presentazione all’ambiente Lazio fu netto nello specificare: «Non chiamatemi Sergente di ferro!». Eppure, fu lo stesso Lotito a introdurlo come un tecnico capace di saper usare bene il bastone, quando la carota non era sufficiente. Concetto, probabilmente, che unito ai risultati sopra citati e a una grande conoscenza del mondo Juve – ha giocato per 8 anni a Torino – hanno spinto Giuntoli&Co ad affidargli la panchina da allenatore. Una scelta sensata? In parte. Tudor sicuramente è in grado di reggere le pressioni di una piazza che conosce alla perfezione, ma molto dipenderà anche dalla stabilità di uno spogliatoio che dovrà vederlo come punto di riferimento ed evitare in ogni modo lo scontro contro un tecnico che in passato si è spesso macchiato di precedenti che ne hanno creato la reputazione del cattivo Sergente Hartman. Tutto starà nel rapporto che si verrà a creare tra le parti e la presunzione che metterà Tudor, suo vero tallone d’Achille nel rapporto con la squadra.

Come giocherà la Juve di Tudor?

Ma insomma? Come giocherà questa Juve? Dimenticatevi Thiago Motta e il bel calcio. Tudor non guarda all’estetica, lui è un tecnico pragmatico che guarda al sodo. Ha un’idea calcistica ben chiara, studiata a Coverciano negli ultimi anni, dove è un tecnico molto apprezzato. La parola d’ordine è: intensità. Tanta corsa, costante e continua. Allenamenti massacranti che servono per trasformare la squadra in una vera e propria molla in fase di pressing: un giocatore sale, un altro scende. L’avversario non deve respirare, il gioco va spezzato subito e una volta recuperato il pallone si va in appoggio sui due trequartisti. Ah, già: il modulo! Il 4-2-3-1 di Thiago Motta sarà solo un lontano passato. Lazio, Verona e Marsiglia ci hanno insegnato che Tudor si identifica nel 3-4-2-1.

I due trequartisti hanno un ruolo fondamentale, aprono per la corsa degli esterni sulle fasce e vengono in contro o attaccano la profondità in base a quanto verrà richiesto a Vlahovic o Kolo Muani. Se il centravanti viene a dialogare, gioca il pallone sull’esterno e poi va ad occupare l’area di rigore (come faceva Sanchez al Marsiglia). In alternativa c’è l’attacco della profondità immediato premiato con giocate verticali (come faceva Simeone al Verona). La Juve di Tudor, in questo senso, sarà intensa uomo su uomo e molto verticale. Ne beneficeranno punte e trequartisti, mentre verrà chiesto un lavoro solido e costante a uno dei due centrocampisti, incaricati di una corsa continua in pressing, mentre l’altro lavora più di regia, ma senza rinunciare a questi compiti di pressing forsennato (dovrà essere dotato anche di grande corsa). Gli esterni dovranno offrire grande spinta e propensione offensiva. I tre centrali più tecnici sono, meglio è. Gila era il difensore ideale alla Lazio, alla Juve potrebbe esserlo Kalulu o Kelly.

La possibile formazione?

In effetti è difficile a dirsi senza ancora aver mai visto un allenamento. Possiamo però ipotizzarla in base alle caratteristiche. In porta ovviamente Di Gregorio. La difesa potrebbe essere composta da Gatti (o Veiga) al centro, Kalulu a destra e Kelly a sinistra. I due di centrocampo McKennie e Locatelli, mentre gli esterni Cambiaso e uno tra Weah (o Savona). Sulla trequarti la scelta è ampia: Nico Gonzalez sembrerebbe un profilo ideale (eventualmente anche come attaccante), Yildiz potrebbe rivelarsi una grande sorpresa, mentre rischia di pagare Conceicao. In attacco si alterneranno Vlahovic – per cui Tudor prova tanta stima – e Kolo Muani. Difficile identificare Koopmeiners, che potrebbe muoversi nei due dietro, ma anche avanzare la sua posizione sulla trequarti.

Potrebbe interessarti

ATP Basilea 2026, 2° turno: preview Fritz-Shapovalov
Dodicesimo atto della rivalità tra Fritz e Shapovalov a Basilea
Roma, i baby di Gasperini valgono oro: Lulli, Pisilli e Mora, un tesoro da 100 milioni
C’è una Roma che vince e un’altra che cresce, sogna e si prende la scena. È quella dei giovani talenti che aspettano il momento giusto e riescono a fare la differenza. Contro il Cagliari, martedì, la linea verde giallorossa ha lasciato il segno con tre gol su quattro. Lulli, Pisilli e Mora sono i protagonisti di un progetto che Gasperini sta valorizzando e che rappresenta un patrimonio tecnico ed economico per i Friedkin. Il duo Lu-Pi La copertina è tutta per Emanuele Lulli e Niccolò Pisilli, due ragazzi cresciuti a Roma e nel vivaio giallorosso, che hanno confezionato insieme una rete speciale: assist del classe 2007 e gol del classe 2004. Per ritrovare un gol costruito interamente da due prodotti del settore giovanile bisogna tornare al 2 maggio 2016, quando De Rossi servì Totti su punizione in Genoa-Roma. Un legame tra generazioni che conferma il valore della tradizione romanista. Lulli è stata una delle intuizioni estive di Gasperini, che lo ha trattenuto dopo averlo aggregato alla prima squadra durante il ritiro. Una scelta simile a quella fatta per Pisilli lo scorso dicembre, quando sembrava destinato al prestito. I risultati sono già evidenti: Lulli ha rinnovato fino al 2031 e vale circa 20 milioni di euro, mentre Pisilli, secondo miglior marcatore della Roma in questa stagione, ha raggiunto una valutazione di almeno 30 milioni. Due talenti che possono ancora crescere e diventare sempre più importanti. Il trio dei ragazzi di Gasperini Accanto a loro c’è Rodrigo Mora, diciannovenne arrivato dal Porto per 50 milioni complessivi, di cui 25 già versati. Il suo impatto è stato positivo: due gol in sette partite. Contro il Cagliari è entrato con personalità, segnando di testa e servendo a Malen l’assist per il definitivo 4-2. Qualità e margini di crescita importanti per un giocatore che sta trovando spazio nei meccanismi di Gasperini. Dopo i giovani valorizzati da Mourinho, è il momento dei ragazzi di Gasperini: un trio dal valore complessivo di circa 100 milioni. Mora è chiamato a confermare il peso dell’investimento, mentre Lulli e Pisilli possono continuare a crescere e aumentare il proprio valore. Il tecnico li sta inserendo gradualmente nelle rotazioni, dimostrando di considerarli risorse importanti e non semplici alternative.
ATP Basilea 2026, 2° turno: preview Michelsen-Fils
Rivincita della sfida appena disputata a Bruxelles e vinta da Fils
Sporting Lisbona
Primeira Liga 2026-27: preview Casa Pia-Sporting
Venerdì sera a Lisbona c'è una bella stracittadina tutta da seguire
Eurolega 2026-27, 30 ottobre: preview Olympiacos-Olimpia Milano
In serie negativa da sei partite i lombardi vanno a far visita ai campioni d’Europa in carica
Bodø/Glimt
Eliteserien: preview Bodø/Glimt-Viking
Venerdì sera nel nord della Norvegia c'è una specie di spareggio per il titolo
ATP Vienna 2026, 2° turno: preview Basilashvili-Alcaraz
I due tennisti non si affrontano da più di quattro anni nel circuito ATP
Amorim in crisi, Chivu con qualche dubbio: Milan e Inter verso il derby
Un derby tutto da vivere quello che andrà in scena appena 72 ore dopo il ko del Milan contro il Bologna e la vittoria sofferta dell'Inter sul Venezia
ATP Vienna 2026, 2° turno: preview Norrie-Medvedev
Medvedev conduce per cinque a uno nei precedenti con Norrie
Bologna show a San Siro, svolta Palladino: tre vittorie in quattro gare
Il 4-2 sul Milan è la terza vittoria nelle ultime quattro giornate. Con il nuovo allenatore i rossoblù hanno fatto 10 punti in cinque partite
Villarreal
LaLiga 2026-27: preview Villarreal-Espanyol
Venerdì sera nella Comunità Valenciana si affrontano due squadre importanti con stati d’animo opposti. Villarreal-Espanyol (venerdì 30 ottobre ore 21:00) In programma venerdì sera e valevole per l’undicesima giornata di Primera División, Villarreal-Espanyol promette emozioni. Villarreal Imponendosi in rimonta e a fil di sirena sul campo del Valencia, il Villarreal, che mercoledì ha strapazzato il …
ATP Vienna 2026, 2° turno: preview Paul-Darderi
Darderi si è aggiudicato l’ultimo confronto diretto andato in scena quest’anno a Roma