Nicolò Zaniolo, Udinese

Zaniolo-Udinese, il vicepresidente del Galatasaray: “Volevamo tenerlo, vedremo…”

Il vicepresidente del club turco Kavukcu analizza la situazione di Nicolò Zaniolo, attualmente in prestito all'Udinese
Giordano Grassi
Nicolò Zaniolo, Udinese (Getty Images)

Il futuro di Nicolò Zaniolo rimane un rebus che si risolverà solo al termine dell’attuale stagione, ma le ragioni del suo ritorno in Serie A sono ora più chiare. Il vicepresidente del Galatasaray, Abdullah Kavukcu, ha spiegato come la cessione temporanea all’Udinese sia stata una scelta dettata dalla sensibilità del club verso le ambizioni personali del talento azzurro. Nonostante la volontà della società di Istanbul di puntare ancora su di lui, ha prevalso il desiderio dell’ex Inter, Roma e Fiorentina di mettersi in mostra sotto gli occhi del ct Gattuso per non perdere il treno della spedizione mondiale.

Kavukcu su Zaniolo

“Noi avremmo voluto trattenerlo, però Nicolò ci ha detto che sognava di andare al Mondiale“, ha rivelato Kavukcu. La scelta di Udine, dunque, è stata strategica: la continuità in un campionato competitivo come quello italiano è stata ritenuta la via maestra per ritrovare quella maglia azzurra che gli manca da tempo. Il dirigente ha comunque sottolineato come i rapporti con l’entourage di Zaniolo siano eccellenti, rimandando ogni discorso sul riscatto definitivo o sul rientro alla base a un tavolo tecnico che verrà allestito in estate: “Lo abbiamo accontentato ma la nostra stima rimane immutata: a fine stagione decideremo insieme come proseguire“.

Non solo Zaniolo: la sfida alla Juve

L’intervista ha poi virato sulla sfida di Champions League contro la Juventus, chiamata a una missione quasi impossibile dopo il pesante 5-2 incassato a Istanbul. Kavukcu, nonostante il rassicurante vantaggio, ha predicato estrema umiltà in vista del ritorno a Torino: “Sono consapevole della nostra forza, ma la Juve rimane la Juve e, all’Allianz Stadium, sarà difficile difendere il risultato“. Il vicepresidente ha speso parole di grande stima per l’avversario, definendo Spalletti un “grande allenatore“ e ricordando come la rosa bianconera sia composta da veri campioni capaci di ribaltare qualsiasi situazione.

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