Di Gregorio, dall’addio alla Juventus alla panchina del Bournemouth: il rilancio è già un flop

Michele Di Gregorio aveva lasciato la Juventus in estate con l’obiettivo di rilanciarsi dopo due stagioni complicate in bianconero. Il trasferimento al Bournemouth sembrava l’occasione giusta per ripartire, ma l’avventura in Premier League, almeno per il momento, sta andando nella direzione opposta.
La situazione al Bournemouth
Il portiere italiano non ha ancora esordito in campionato. Nelle prime quattro giornate in cui è stato a disposizione è sempre rimasto in panchina, mentre l’unica presenza con il Bournemouth è arrivata a inizio settembre in Carabao Cup contro il Lincoln City, gara chiusa senza gol subiti. Il titolare scelto da Marco Rose è infatti Djordje Petrovic, con cui Di Gregorio dovrà giocarsi il posto durante la stagione. Una situazione lontana dalle aspettative dell’ex Monza, che al momento del trasferimento aveva parlato dell’esperienza inglese come di una grande opportunità di crescita.
Il rapporto con la Juventus
La Juventus osserva con attenzione, anche perché Di Gregorio è passato al Bournemouth in prestito oneroso con diritto di riscatto. Se dovesse continuare a non giocare, il club inglese potrebbe non esercitare l’opzione e il portiere potrebbe così tornare a Torino. Un ritorno che difficilmente porterebbe però a una nuova occasione in bianconero. Il rapporto con la Juventus si era infatti deteriorato nell’ultima parte della scorsa stagione, quando Di Gregorio aveva perso il posto a favore di Mattia Perin dopo alcuni errori. A rendere ancora più complicata la situazione era stato poi lo sfogo del suo procuratore Carlo Alberto Belloni, che sui social aveva criticato duramente la società, difendendo il rendimento del proprio assistito. Le dichiarazioni avevano creato tensioni nell’ambiente bianconero e Di Gregorio era stato costretto a prendere le distanze dal proprio agente. Pochi mesi dopo è arrivato il trasferimento in Inghilterra, con la speranza di voltare pagina. Ma, per ora, il rilancio è ancora fermo in panchina.