Fonseca colpito da Sinner ma non affondato: il motivo
Per Joao Fonseca il bicchiere è mezzo pieno dopo la sconfitta con Sinner.

Il primo attesissimo duello tra Joao Fonseca e Jannik Sinner ha visto l’affermazione del n. 2 della classifica ATP con il punteggio di 7-6 (8-6) 7-6 (7-4) al termine di una dura battaglia in cui l’azzurro è stato costretto ad annullare tre set-point consecutivi nel tie-break del 1° set.
Fonseca esce a testa alta dalla sfida con Sinner
Proprio nel parziale d’apertura, il 19enne brasiliano ha espresso una performance di alto livello pari a un 9,42 dal punto di vista statistico, la più alta di sempre offerta da un tennista che ha, poi, perso la frazione, dato che testimonia un livello di gioco altissimo.
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La sensazione è che il carioca abbia i colpi per tener testa sia al 24enne di San Candido che a Carlos Alcaraz con l’unica incognita rappresentata dalla tenuta sul piano fisico: l’erede di Guga Kuerten ha, infatti, accusato un infortunio alla schiena in avvio di stagione, confessando che si tratta di un problema ricorrente, non proprio il massimo per un atleta che sta muovendo i primi passi nel circuito ATP.
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Fonseca ottimista
In conferenza stampa, Fonseca vede comunque giustamente il bicchiere mezzo pieno con un solo rimpianto: “La differenza sono stati i punti importanti. Lui ha servito molto bene nei momenti chiave e ha messo tanta pressione. La cosa che mi ha colpito di più è la pressione che mette in ogni momento. Anche quando sembra un po’ teso continua a colpire forte, la palla è sempre pesante e devi essere pronto a ogni scambio. Devi restare sempre concentrato, sempre al cento per cento, perché lui mantiene un’intensità altissima e sbaglia pochissimo. Il mio livello c’è. Posso giocare contro di loro e fare grandi partite. Sono i dettagli. Come gestisci i punti importanti, come reagisci alla pressione. È qualcosa che si costruisce con l’esperienza. Forse avrei potuto servire meglio sul 6-5 nel tie-break del 1° set. Ma sono sempre dei ‘se’. Non possiamo cambiare il passato, dobbiamo guardare avanti. Bisogna continuare a lavorare e credere nel processo, anche quando ci sono momenti difficili. Tutti li hanno avuti: Alcaraz, Sinner, Djokovic. La cosa importante è continuare a lavorare ogni giorno. Ho un team molto buono alle spalle, che mi rende tranquillo ma allo stesso tempo mi spinge a lavorare sempre di più. Mi sto allenando bene, sto facendo buoni allenamenti e questo poi si vede in partita. Sono entrato in campo per dimostrare a me stesso che posso stare a quel livello e ci sono riuscito”.