I figli di Ibra e Van der Vaart riscrivono la storia dell’Ajax

Lo scontro tra i padri fa parte della storia del Lancieri, ma Maximilian e Damian si trovano alla grande sul campo
Iacopo Erba
Rafael van der Vaart e Zlatan Ibrahimovic all'Ajax (Getty Images)

Lo scontro tra i padri fa parte della storia del Lancieri, ma Maximilian e Damian si trovano alla grande sul campo

Rafael van der Vaart e Zlatan Ibrahimovic all’Ajax (Getty Images)

A oltre vent’anni dalle tensioni che segnarono lo spogliatoio dell’Ajax, i cognomi Ibrahimovic e van der Vaart tornano a incrociarsi ad Amsterdam. Non sono ovviamente più Zlatan e Rafael i protagonisti, ma i loro figli. Maximilian Ibrahimovic e Damian van der Vaart condividono oggi il percorso nello Jong Ajax, la squadra riserve dei Lancieri. Il passato pesa e non potrebbe essere altrimenti, ma il presente racconta un’altra storia. I due giovani talenti lavorano infatti fianco a fianco, lontani dalle fratture che divisero i loro padri a inizio millennio. Un binomio che probabilmente nessuno avrebbe potuto pronosticare.

Un duo che funziona

La prima immagine simbolica è arrivata in amichevole contro l’FC Eindhoven. Maximilian ha firmato i suoi primi due gol con la maglia dell’Ajax e il secondo è nato proprio da un assist di Damian. Il figlio di Van der Vaart, in particolare, si sta sviluppando come un centrocampista equilibrato e attento alla fase di interdizione: è arrivato ad Amsterdam nel 2023 e ha rinnovato fino al 2029. Maximilian è invece un esterno sinistro classe 2006 ed è sbarcato in inverno dal Milan dopo la crescita tra Hammarby e settore giovanile rossonero. I due si cercano in campo, combinano e soprattutto esultano insieme, senza alcun pensiero al passato: il loro unico pensiero è costruirsi un’identità tecnica propria e, soprattutto, ritagliarsi il proprio spazio nel calcio ad altissimi livelli.

I contrasti di una volta

Ben diverso, si sa, fu il clima che coinvolse i loro padri. All’inizio degli anni 2000 lo spogliatoio dell’Ajax era un concentrato di talento e tensioni, con Zlatan Ibrahimovic e Rafael van der Vaart situati su fronti opposti. L’infortunio in nazionale nell’estate del 2004 fece esplodere uno scontro personale che divise il gruppo tra “locali” e “stranieri”. Volarono accuse e minacce, mentre Ronald Koeman tentava invano di ricucire uno strappo che fece crollare tutto. Pochi mesi dopo, Ibrahimovic lasciò Amsterdam per la Juventus, mentre van der Vaart rimase. Oggi, a De Toekomst, i loro figli provano a riscrivere la storia: due cognomi ingombranti, che il campo sembra aver già riconciliato.

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