Infortuni in aumento nel tennis: ecco le quattro possibili cause
La stagione tennistica è stata costellata da numerosi infortuni che hanno colpito anche Sinner e Alcaraz.

Il 2026 ha visto i due tennisti più forti del pianeta, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, infortunarsi seriamente, ma più in generale c’è stato un incremento notevole in valore assoluto: secondo una ricerca recente, negli ultimi vent’anni, gli infortuni e i ritiri nel circuito ATP sono aumentati di circa il 25%, con un’impennata clamorosa di oltre il 112% per le lesioni agli arti superiori e alle spalle rispetto ai decenni precedenti.
Le cause dell’aumento degli infortuni nel tennis
Di seguito, abbiamo provato a mettere in ordine le possibili cause che hanno prodotto i numeri appena ricordati.
1) Il leggendario Adriano Panatta ritiene che l’intensità delle partite sia molto più alta oggi rispetto che in passato, mettendo questo elemento al primo posto tra le possibili cause d’infortuno, scelta che ci trova d’accordo considerata la velocita supersonica degli scambi da fondo campo e l’aumento della rapidità dei servizi.
2) Strettamente collegato al punto 1) c’è, quindi, l’aspetto legato alle racchette, sempre più evolute tecnologicamente al punto tale che Toni Nadal, zio di Rafa e allenatore di primo piano, chiede che il piatto corde venga ridotto per diminuire la velocità appena citata.
3) Calendario e classifica ATP costringono i tennisti a prendere parte a ben 12 eventi obbligatori (i quattro tornei del Grande Slam più otto dei nove Masters 1000), pena uno zero in classifica nei 18 risultati utili per il proprio punteggio; con questo sistema ogni atleta è costretto a giocare il più possibile, aumentando indirettamente il rischio degli infortuni.
4) Dall’inizio della pandemia COVID c’è stato un cambio radicale a livello di palline utilizzate, cercando di risparmiare il più possibile sui materiali, e sono tantissimi i tennisti, primo fra tutti Daniil Medvedev e ultimo in ordine di tempo Carlos Alcaraz a Shanghai, a criticare le palline sempre meno durevoli, più pesanti e complicate da spingere, portando quindi i giocatori a infortunarsi più spesso rispetto al passato sia alla spalla che al polso.
L’ATP interverrà nel 2027?
Di certo, dopo quanto accaduto nel 2026, l’ATP è chiamata a intervenire su una o più delle cause appena elencate per ammortizzare il rischio di un’altra stagione come quella che sta per andare in archivio con Sinner costretto a saltare gli US Open e Alcaraz out al Roland Garros e Wimbledon: non proprio una bella immagine quella di avere i due tennisti più forti impossibilitati a incontrarsi in finale in tre Slam su quattro già prima dell’inizio del Major.