
C’era bisogno di ritrovare un Alessandro Bastoni così. Ne aveva bisogno lui, ma soprattutto ne aveva bisogno la Nazionale, che a Bursa ha riabbracciato il suo difensore di riferimento. Dopo l’espulsione di Zenica e la conseguente, ennesima mancata qualificazione ai Mondiali, sul centrale dell’Inter si era concentrata una parte enorme delle critiche. Bastoni era diventato il capro espiatorio dell’eliminazione per quel cartellino rosso ingenuo ed evitabile. Ha incassato le accuse, è caduto e si è rialzato. E lo ha fatto nel modo migliore possibile: tornando protagonista con la maglia azzurra.
La prestazione contro la Turchia
Contro la Turchia è stato proprio lui ad aprire le marcature, quasi un segno di rinascita. Bastoni ha guidato il reparto, dando sicurezza anche a uno Scalvini non sempre convincente e offrendo a Mancini le garanzie necessarie in una fase particolarmente delicata. “Sono in debito con gli italiani”, aveva detto. Quel debito ha iniziato a ripagarlo da Bursa, anche se la strada è ancora lunga e arriveranno sfide ben più importanti. Non era scontato reagire così dopo le feroci critiche ricevute a Zenica, soprattutto con tutti gli occhi puntati addosso.
Le parole del difensore
Bastoni, però, ha dimostrato di saper gestire la pressione, come già accaduto dopo il caso Kalulu con l’Inter. Ci ha messo la faccia e ha mostrato leadership dentro e fuori dal campo, prendendo anche le difese dei compagni più giovani. “L’unica cosa che chiedo è un po’ di equilibrio, un po’ di pazienza e, se c’è qualcuno da attaccare, di prendersela con noi che siamo più abituati a questo tipo di pressione e di critiche. Abbiamo tanti ragazzi giovani che hanno qualità e voglia di imparare. Serve equilibrio, ma spero che questo sia un punto dal quale ripartire”, ha dichiarato a Rai Sport. Parole che raccontano la personalità di Bastoni e la sua capacità di reagire nei momenti difficili. L’Italia ha bisogno del suo difensore migliore, soprattutto nelle partite che contano. E la risposta arrivata da Bursa è stata quella che tutti aspettavano.