Italia, Mancini sarà il nuovo c.t.? Ecco perché è l’uomo giusto

Roberto Mancini supera Conte ed è pronto a tornare sulla panchina dell'Italia? Ecco perché potrebbe essere la soluzione migliore
Niccolò Di Leo
Roberto Mancini (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

Roberto Mancini supera Conte ed è pronto a tornare sulla panchina dell’Italia? Ecco perché potrebbe essere la soluzione migliore

Sembrava destinata ad Antonio Conte, ma le ultime notizie sembrerebbero propendere per un clamoroso ritorno. La Nazionale italiana potrebbe ritrovare Roberto Mancini come commissario tecnico. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, l’allenatore attualmente in forza all’Al-Sadd dovrebbe salutare nelle prossime settimane. Da parte sua ci sarebbe la volontà di tornare a vestire azzurro, riprendendosi quella panchina che aveva lasciato nel 2023, dopo il secondo fallimento Mondiale, preferendo i petrodollari dell’Arabia Saudita. La sua scelta di andare fu particolarmente sgradita a Gabriele Gravina, al punto da portare a una rottura che gli ha impedito di recente di riproporre la sua candidatura per tornare a guidare la selezione azzurra.

Perché la FIGC punterà su Mancini?

Il terzo fallimento mondiale consecutivo, però, potrebbe avergli spianato la strada. Le dimissioni di Gravina e la salita alla FIGC di un altro profilo, che sia Malagò (oggi favorito) o Abete, spianano nuovamente la strada a Roberto Mancini. Il suo profilo sembrerebbe essere quello favorito per molteplici punti di vista. Sotto quello sportivo i risultati del ‘Mancio’ non sono stati negativi. Sicuramente la mancata qualificazione al Mondiale incide tantissimo, ma si scontra con la vittoria dell’Europeo nel 2021 e con il record di vittorie consecutive dell’Italia nelle competizioni ufficiali. Numeri che non possono esser messi in ombra, ma che confermano come il lavoro svolto da Mancini sia stato tutto sommato positivo.

Poi ci sono altri due aspetti da considerare. Quello gestionale che fa riferimento alla sua conoscenza approfondita di Coverciano e alla sua capacità di lanciare giovani (Zaniolo e Pafundi sono i simboli del suo lavoro di ringiovanimento della Nazionale). E quello economico. Antonio Conte ha pretese di ingaggio che attualmente l’Italia non può coprire, al contrario di Mancini che tornerebbe anche a cifre contenute.

Breve storia di Mancini con l’Italia

Roberto Mancini è stato luce e ombra della Nazionale italiana. Arrivato nel 2018, dopo il fallimento di Giampiero Ventura e di Carlo Tavecchio, ha dovuto guidare la rinascita del calcio italiano iniziando un progetto che per i primi tre anni aveva dato ottimi risultati. La cavalcata nel 2021 da outsider della sua Italia è diventata storica perché ha consegnato agli Azzurri il loro secondo titolo europeo, riuscendo a imporsi contro squadre decisamente più forti sulla carta di un’Italia in crescita, ma ancora lontana dalla realizzazione del suo percorso.

Eppure, è stato forse proprio quell’Europeo a firmare la condanna a morte di un ciclo che nel marzo del 2022 si è dovuto scontrare nuovamente con la mancata qualificazione ai Mondiali e con quel gol al 90′ della Macedonia del Nord che ancora oggi pesa come un macigno nei nostri ricordi. Tuttavia, quella sconfitta non segnò la fine dell’avventura di Mancio sulla panchina azzurro. Il progetto per lui sembrava avere la priorità, almeno fino al 2023 quando la chiamata dell’Arabia Saudita e una situazione federale e calcistica critica in Italia lo spinsero a cambiare aria dopo 58 partite, 38 vittorie, 12 pareggi e 8 sconfitte.

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