Italia, Pio Esposito finalmente titolare: Mancini punta su di lui
Roberto Mancini punta su Pio Esposito, il nuovo attaccante titolare della Nazionale italiana
Tra i convocati della Nazionale italiana per le prossime quattro partite di Nations League c’è anche Francesco Pio Esposito. L’attaccante dell’Inter nell’arco di una stagione e cinque partite è riuscito a diventare un punto fermo del gruppo azzurro, un riferimento per i più giovani, ma anche per i compagni più esperti che in lui riconoscono un leader. Il nuovo ciclo Roberto Mancini può essere per lui un’altra occasione: quella di diventare titolare inamovibile dell’Italia. Se in passato si è alternato con Retegui e Kean, ora è arrivato il momento di fare un altro step nella sua carriera.
Mancini è pazzo per Pio Esposito
“Dobbiamo lavorare su centrocampo e attacco, sono contento di avere Pio Esposito. Abbiamo vinto l’Europeo con Immobile che giocava nella sesta forza del campionato, ora invece abbiamo un titolare dell’Inter“. Roberto Mancini nella conferenza stampa di inizio ritiro ne ha parlato così, elogiando la crescita di un ragazzo che è riuscito a toccare le vette del campionato italiano e che oggi è uno degli azzurri più forti in circolazione. A 21 anni vanta una media gol invidiabile con l’Italia. In 9 partite giocate ha già segnato 5 volte. Una certezza quando si tratta di mandare la palla in rete. Una certezza alla quale Mancini non può rinunciare e sulla quale costruirà il futuro dell’Italia, le basi del suo ciclo.
“Come fosse la prima volta”
Anche Pio Esposito ha parlato del suo ritorno in Nazionale e del lavoro quotidiano con Mancini: “Il mister è stato un grandissimo attaccante, ci ha dato per lo più indicazioni sul ruolo, ci ha dato indicazioni tecniche” ha detto Pio a Vivo Azzurro sul commissario tecnico, prima di aggiungere: “Anche se non è la prima volta, ogni volta che torni in Nazionale è come se lo fosse. Un’emozione speciale, un’emozione incredibile. Il primo gol con la maglia azzurra? È stato molto istinto, con la palla davanti così ho detto ‘la provo’. Il primo gol è sempre una liberazione“.