
Da alternativa dell’ultimo minuto a punto fermo del centrocampo. In poche settimane Pape Sarr si è preso la Juventus, diventando una pedina fondamentale nello scacchiere di Luciano Spalletti. Il senegalese era arrivato nelle ultime ore di mercato dopo il mancato accordo con Franck Kessié, che aveva scelto di tornare all’Atalanta. Dopo un iniziale periodo di ambientamento e il recupero da un problema fisico, però, l’ex Tottenham ha conquistato spazio e fiducia.
Dall’arrivo alla svolta
La Juventus ha chiuso l’operazione con il Tottenham in prestito oneroso per 2,5 milioni di euro, con obbligo di riscatto da 27,5 milioni al verificarsi di determinate condizioni. L’inserimento di Sarr è stato graduale: dopo un debutto poco brillante contro il Sassuolo, il centrocampista ha migliorato progressivamente le proprie prestazioni, fino a diventare titolare nelle ultime uscite. La sua prova migliore è arrivata contro il Celta Vigo, in una gara complicata per la Juventus. Sarr è stato il migliore per intercetti, con cinque recuperi, e ha fatto registrare il 92% di precisione nei passaggi e il 93% di efficacia nella trequarti avversaria. Numeri che confermano la sua capacità di abbinare solidità difensiva e qualità nella gestione del pallone.
Perché è fondamentale
La centralità del senegalese è legata anche alle esigenze tattiche di Spalletti. Sarr garantisce fisicità e copertura in assenza di Khéphren Thuram, permettendo a Douglas Luiz di concentrarsi maggiormente sulla regia e a Weston McKennie di inserirsi con più libertà in fase offensiva. Considerate anche le difficoltà di Teun Koopmeiners e le assenze di Manuel Locatelli e Thuram, il suo contributo diventa ancora più prezioso. Arrivato inizialmente come alternativa, Sarr si è trasformato in una delle certezze della Juventus e punta a confermarsi un elemento imprescindibile anche nei prossimi mesi.