L’addio di Fognini al tennis: è il momento giusto

L’ultima partita disputata in carriera da Fabio rimarrà l’epica sfida con Carlos Alcaraz a Wimbledon
Filippo Re

L’ultima partita disputata in carriera da Fabio rimarrà l’epica sfida con Carlos Alcaraz a Wimbledon.

Termina ufficialmente mercoledì 9 luglio la carriera di Fabio Fognini che dichiara di appendere la racchetta al chiodo in conferenza stampa a Wimbledon dove è tornato per assistere al match tra Flavio Cobolli e Novak Djokovic dopo la splendida prestazione con Carlos Alcaraz al 1° turno.

L’annuncio di Fognini

A malincuore, il 38enne ligure non giocherà altre partite dopo quella epica con lo spagnolo persa con il punteggio di 7-5 6-7 (5-7) 7-5 2-6 6-1: “Ho giocato nell’era di Djokovic, Nadal e Federer, i migliori giocatori del mondo. Sono stato fortunato a vivere questa epoca storica del tennis. L’obiettivo era ritirarmi a Montecarlo l’anno prossimo, ma la vita è così. Sono felice di dire addio in questo momento. Non parteciperò ad altri tornei. Credo che questa sia la miglior decisione che io possa prendere. Ho giocato nel campo più importante al mondo, è l’addio perfetto. Ho fatto questo lavoro per 20 anni e non so fare altro, però penso che non potevo chiedere un’uscita migliore. Stavo competendo male, ci sono stati gli infortuni che mi hanno portato a vincere poche partite e a perdere posizioni ranking. Serve anche coraggio per dire basta. Dopo due set con Alcaraz ero morto, ma l’inerzia della partita e la voglia di competere ha fatto sì che io continuassi e si creasse quella situazione. Gli ultimi anni della carriera sono stati difficili, è arrivato il momento di essere onesto con me stesso. Dopo la partita con Carlos non voglio tornare indietro. Amo questo sport e la motivazione è ancora alta, il tennis mi ha accompagnato per tutta la vita. Ho tanti bei ricordi speciali che conserverò nel cuore. Questo giorno sapevo che sarebbe arrivato”.

Fabio uno dei sei azzurri nella top 10

La critica maggiore rivolta a Fabio è sempre stata quella legata al suo carattere, tuttavia riteniamo che il difetto maggiore fosse, invece, legato ad un fisico tutt’altro che dirompente per cui non ha colpe; di certo, quello che Madre Natura gli ha tolto dal punto di vista fisico gliel’ha restituito con gli interessi per quanto riguarda il talento tennistico, di primissimo livello e con una varietà di colpi ormai scomparsa nel tennis moderno; non poteva esserci palcoscenico migliore per concludere la carriera di quello del Campo Centrale di Wimbledon e approviamo, quindi, in toto la decisione del sanremese.

Non va, inoltre, dimenticato che Fognini è uno dei sei tennisti italiani ad aver tagliato il traguardo della top 10 nella classifica ATP, da quando è gestita in modo computerizzato dal 1973, assieme ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.

I numeri dell’azzurro

9° posto – miglior piazzamento nella classifica ATP

9 titoli ATP vinti tra cui un Masters 1000 (Montecarlo 2019)

1 quarto di finale negli Slam (Roland Garros 2011)

Filippo Re

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