Messi, l’ultimo tango: una parabola straordinaria

Ventun anni dopo il debutto, Lionel Messi ha chiuso il suo cammino con l’Argentina nel modo più naturale per lui: decidendo la partita. Nell’amichevole d’addio contro il Benin, al Monumental di Buenos Aires, la Pulce ha firmato due assist e un gol nel 3-0 finale, prima di congedarsi da un popolo che per anni lo ha discusso e che oggi lo celebra come un eroe nazionale.
La partita: tre gol, tutti con la sua firma
Dopo un primo tempo senza reti, la ripresa si è trasformata in un omaggio al numero 10. Al 48′ il suo cross ha trovato la testa di Nicolás Otamendi, anch’egli all’ultima con la Selección. Al 61′ un altro assist, per il colpo di testa di Nico Paz, il gioiello del Como indicato da molti come il suo erede. Al 71′ il sigillo personale su calcio di rigore. Al decimo minuto il gioco si era già fermato per un lungo applauso, accompagnato dai fuochi d’artificio sopra lo stadio.
Da “indifferente” a eroe nazionale
L’addio chiude una parabola straordinaria. Per anni Messi era stato accusato da una parte del Paese di scarso attaccamento all’Argentina, di essere un campione del Barcellona più che dell’Albiceleste. I trionfi delle ultime stagioni, con un Mondiale e due Copa América, hanno ribaltato completamente quel giudizio, regalando agli argentini un sollievo in anni segnati da forti turbolenze politiche ed economiche. La decisione di lasciare era arrivata in estate, poche settimane dopo la finale dei Mondiali persa contro la Spagna. Un annuncio accolto con un’ondata di gratitudine e rammarico, che ha chiuso anni di dibattito su quando e come il fuoriclasse avrebbe dovuto salutare la nazionale. Messi continuerà comunque a giocare con l’Inter Miami in MLS, con un contratto valido fino alla stagione 2028.
Un Paese in festa
Le celebrazioni sono andate ben oltre il Monumental. I biglietti, oltre 85mila, erano andati esauriti in appena 90 minuti, con rivendite fino a più di 2.500 dollari a fronte di prezzi iniziali tra i 60 e i 300. Sugli spalti c’erano anche i campioni del mondo del 1978, del 1986 e del 2022, tornati per salutarlo. Nelle settimane precedenti i giornali si sono riempiti di tributi e in tutto il Paese sono spuntati murales dedicati a lui.
Numeri impressionanti
L’attaccante dell’Inter Miami lascia la nazionale con numeri impressionanti: 208 presenze tra gare ufficiali e amichevoli, 126 gol e 70 assist. Un bilancio che corona una carriera internazionale culminata con la vittoria del Mondiale del 2022 e che lo consegna definitivamente alla storia del calcio argentino.