Massimiliano Allegri

Napoli, Allegri è già nella storia del club: il curioso record

Nell'era dei tre punti a vittoria sarà il primo sia a scendere in campo con i partenopei che a guidarli dalla panchina
Iacopo Erba
Massimiliano Allegri (Getty Images)

Nell’era dei tre punti a vittoria sarà il primo sia a scendere in campo con i partenopei che a guidarli dalla panchina

Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri (Getty Images)

Il destino, a volte, sa chiudere cerchi rimasti aperti per decenni. Massimiliano Allegri torna a Napoli da allenatore dopo aver vissuto, da calciatore, una delle stagioni più amare della storia azzurra. Il suo arrivo sulla panchina partenopea non rappresenta infatti soltanto l’inizio di nuovo progetto tecnico, ma gli consente anche di entrare in un club tanto esclusivo da essere di fatto per una sola persona: nell’era dei tre punti a vittoria in Serie A a tre punti, nessuno prima di lui aveva vestito la maglia partenopea in campo e poi guidato la squadra dalla panchina.

Quasi trent’anni dopo

Per ritrovare il primo capitolo del rapporto tra Allegri e il Napoli bisogna tornare al campionato 1997-98. Il centrocampista livornese arrivò in una squadra che stava vivendo una delle fasi più complicate della propria storia recente, conclusa con una dolorosa retrocessione in Serie B. Quella stagione fu segnata da continui cambi in panchina, con ben quattro allenatori che si alternarono nel tentativo, rivelatosi vano, di evitare la discesa di categoria. Un’annata difficile che, nonostante tutto, è rimasta parte del percorso professionale del tecnico toscano.

L’occasione per riscrivere la storia

Oggi lo scenario è completamente diverso. Allegri ritrova un Napoli protagonista ai vertici del calcio italiano, con l’obiettivo di proseguire un percorso vincente e dare continuità alle ambizioni del club dopo le due ottime annate della gestione Antonio Conte. Se da giocatore aveva conosciuto il volto più duro della piazza partenopea, da allenatore avrà l’opportunità di scrivere pagine ben più felici. Un ritorno che assume anche un valore simbolico: quasi trent’anni dopo quella parentesi in campo, sarà lui a guidare gli azzurri dalla panchina, trasformando un vecchio ricordo in una nuova sfida tutta da vivere. E soprattutto nell’occasione giusta per rialzarsi, dopo la delusione con il Milan in quella che è stata certamente la stagione da allenatore più difficile di sempre.

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