Addio a Gino Paoli, voce senza tempo della canzone italiana
È morto a 91 anni Gino Paoli, uno dei più grandi interpreti della canzone italiana. Con lui scompare una voce simbolo della cosiddetta “scuola genovese”, capace di attraversare decenni di musica mantenendo sempre intatta la propria identità artistica.
Cantautore, interprete e anche protagonista della vita pubblica, Paoli ha segnato la storia della musica a partire dagli anni Sessanta, lasciando un’eredità fatta di canzoni diventate patrimonio collettivo. “Ha vissuto con passione, tra successi e fragilità”, raccontavano spesso coloro che lo hanno conosciuto, descrivendo un artista capace di trasformare la propria vita in musica.
Dalla scuola genovese ai grandi successi
Cresciuto a Genova, Paoli muove i primi passi accanto a figure come Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, diventando presto una delle anime più autentiche di quella stagione musicale.
Il successo arriva con brani destinati a entrare nella storia, come La gatta e soprattutto Il cielo in una stanza, portata al successo anche da Mina. “Volevo raccontare quell’attimo sospeso dopo l’amore, quella magia che non sai spiegare”, spiegò lo stesso Paoli parlando del significato della canzone.
Nel 1963 esplode definitivamente con Sapore di sale, brano che lo consacra come divo: “Mi sentivo al centro del mondo, il successo ti cambia”, ammise anni dopo con disarmante sincerità. Ma proprio in quel momento di massima popolarità arrivano anche le difficoltà personali, tra crisi e momenti bui che segneranno profondamente la sua vita.
Tra cadute, rinascite e impegno civile
La carriera di Paoli è stata un continuo alternarsi di successi e ripartenze. Dopo un periodo di allontanamento dalla musica, torna protagonista negli anni Ottanta con Una lunga storia d’amore, dimostrando una straordinaria capacità di reinventarsi.
Parallelamente, si avvicina anche alla politica, diventando deputato con il Partito Comunista Italiano e successivamente amministratore locale. Un’esperienza che lui stesso definirà con onestà “un errore”, segno di un carattere sempre diretto e poco incline ai compromessi.
Negli ultimi anni ha continuato a essere una figura di riferimento, tra premi alla carriera e nuove apparizioni sul palco del Festival di Sanremo, che lo ha celebrato come uno dei padri della canzone d’autore.
Se ne va così un artista capace di raccontare l’amore, la fragilità e il tempo con una voce unica. E come spesso accade per i grandi, le sue canzoni continueranno a vivere, molto oltre la sua storia.