Nazionale, chi sono gli Azzurri mai utilizzati da Mancini: il caso Inacio

Chiara Scatena
Roberto Mancini, nuovo ct della Nazionale italiana di calcio
Roberto Mancini, nuovo ct della Nazionale italiana di calcio (Getty Images)

Il ciclo di quattro partite in dieci giorni per l’Italia si è chiuso con il successo per 3-1 sulla Turchia, ma la Nations League ha lasciato anche diverse indicazioni in prospettiva. Roberto Mancini ha dato spazio a diversi giovani, da Doumbia a Vergara, senza però riuscire a utilizzare tutti i 34 giocatori convocati. Al netto dei portieri, chiusi ovviamente dal capitano Donnarumma, sono cinque gli azzurri rimasti a quota zero minuti.

I primi esclusi

Tra i difensori figuravano Daniele Ghilardi ed Eddy Kouadio, entrambi alla prima convocazione con la Nazionale maggiore. Per loro il debutto è quindi soltanto rimandato: il centrale del Monza non è mai stato convocato per una delle quattro gare, mentre Ghilardi ha assistito dalla panchina all’ultima sfida contro la Turchia. A centrocampo sono invece Rolando Mandragora e Samuele Ricci i due giocatori mai utilizzati. Il primo è tornato in Nazionale dopo sette anni grazie all’ottimo avvio di stagione con il Torino, ma non ha avuto l’occasione di scendere in campo. Mandragora, comunque, non avrebbe dovuto debuttare, avendo già collezionato una presenza nell’amichevole contro la Francia del 2018. Diverso il caso di Ricci, arrivato in gruppo successivamente per sostituire l’infortunato Cristante. Il centrocampista del Como, già autore di undici presenze con l’Italia, è rimasto in panchina in una sola delle quattro partite senza mai essere utilizzato.

Il caso Inacio

Il caso più particolare è però quello di Samuele Inacio. Il classe 2008, figlio di Inacio Pia, era stato convocato da Mancini anche con l’idea di concedergli qualche minuto. Il giovane attaccante, invece, non è stato chiamato per le prime tre gare ed è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti contro la Turchia. Il Ct ha spiegato la scelta anche alla luce della possibilità che Inacio possa un giorno rappresentare il Brasile: “Se pensiamo che lui possa entrare e giocare, è sbagliato, perché bisogna dargli tempo: è un ragazzo che anche fisicamente si deve formare. Però ha delle qualità importanti”. Un tema sul quale il padre ha ribadito la volontà del figlio di vestire la maglia azzurra, nonostante i contatti avuti in passato con la federazione brasiliana.

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