Analisi

Belgio, una squadra di campioni senza titoli: perché la Generazione d’Oro ha fallito

I Diavoli Rossi devono ripartire da zero per cercare di conquistare un trofeo, non sarà facile ripartire dopo il fallimento della Golden Generation

I Diavoli Rossi devono ripartire da zero per cercare di conquistare un trofeo, non sarà facile ripartire dopo il fallimento della Golden Generation

Il Belgio affronterà l’Italia questa sera, nella penultima giornata della fase a gironi di Nations League. L’appuntamento col calcio d’inizio è alle 20:45. Un avversario impegnativo per gli azzurri, ma che non spaventa quanto dovrebbe. C’era una volta la Golden Generation del Belgio, ora non c’è più. 

Il fallimento

Un fallimento che è stato sottolineato tante volte che ormai si è perso il conto. La generazione di Eden Hazard e dei Romelu Lukaku, dei Kevin De Bruyne e dei Thibaut Courtois, dei Dries Mertens; tutti calciatori di qualità e alcuni anche campioni che potenzialmente erano distruttivi, ma in realtà non lo sono mai stati. La selezione belga si è ridimensionata e un momento cruciale è stato quello vissuto il 2 luglio del 2021: la notte di Monaco di Baviera quando l’Italia trascinata da Barella e Insigne ha raggiunto la semifinale dell’Europeo firmando il colpaccio contro una delle favorite. Un altro frame è quello dell’eliminazione dai Mondiali del Qatar, il pareggio con la Croazia che è costato l’eliminazione dai gironi.

Quando nasce la Golden Generation

La Generazione d’Oro nasce nei primi anni del nuovo millennio, in coincidenza dell’evoluzione della Federazione che vede il movimento belga investito da una profonda riorganizzazione. Scuole e settori giovanili iniziano a collaborare in simbiosi, cambia il modulo di gioco che diventa più sfrontato e coraggioso. A questo si aggiunge anche un lavoro più approfondito dal punto di vista dell’osservazione che consente di scoprire talenti e seguirli da vicino. Così vengono scoperti i pilastri della Golden Generation da De Bruyne a Lukaku, passando per Courtois, Mertens e Hazard. È Wilmots a raccogliere i primi frutti di questo lavoro.

L’apice della Generazione d’Oro

Le potenzialità della selezione per alcuni anni sono enormi e il percorso fatto ai Mondiali del 2014 in Brasile ne è la prova. L’avventura si concluse poi ai quarti di finale per mano dell’argentina. Euro2016 è una delusione cocente per i Diavoli Rossi che si presentano al torneo come outsider per la vittoria finale, ma qualcosa non ha girato per il verso giusto e tutte le certezze si sgretolano nuovamente ai quarti questa volta per mano del Galles. Rialzarsi non è stato facile, tantomeno riorganizzarsi. Ma il Belgio resetta tutto con l’arrivo del nuovo ct Martinez che aiuta la squadra a ritrovare le ambizioni e si presenza in Russia dominando il girone a punteggio pieno. Dopo 32 anni i Diavoli Rossi riprovano l’emozione di una semifinale dalla quale escono poi sconfitti contro la Francia, ma si classificano terzi battendo l’Inghilterra. È questo l’apice della parabola della Generazione d’Oro.

Cosa non ha funzionato

Individuare con precisione cosa non abbia funzionato non è semplice. Un sistema che ha visto giocare insieme tanti talenti militanti nelle squadre più blasonate d’Europa, ma forse è stata proprio questa la difficoltà: l’incapacità di formare un team a dispetto del talento di un singolo di livello altissimo. A questo si aggiunge la tensione interna scatenata da diversi fattori che non è mai mancata in questi anni, l’ultimo esempio andando in ordine cronologico è il recente screzio tra Courtois e l’attuale ct. 

La selezione di oggi

Di tempo ne è trascorso e man mano tutte le stelle hanno iniziato a abbandonare la nave fino a arrivare al giorno d’oggi. Di quella generazione ne sono rimasti pochissimi, Lukaku è tra questi. È il momento dei giovani. La formazione di Domenico Tedesco è in continuo mutamento, si è rimpicciolita dal punto di vista delle ambizioni e della qualità, ma sicuramente ringiovanita. È in una fase di incertezza, da un passato malinconico a un presente e futuro interessanti, ma da ricostruire. 

Martina Barnabei

Potrebbe interessarti

Analisi
Stagione 2025, i voti ai top 20: Alexander Bublik
Annata sorprendente da parte di Bublik che raggiunge il suo best ranking all’11° posto
Una parata d'altri tempi
Analisi
Eliteserien: preview Bodø/Glimt-Fredristad
Domenica pomeriggio nel nord della Norvegia c'è una super classica davvero importante
Analisi
Eliteserien: preview Viking-Vålerenga
Domenica pomeriggio a Stavanger c'è una partita ricca di fascino che può valere il titolo norvegese
Analisi
Stagione 2025, i voti ai top 10: Jack Draper
Un serio infortunio al gomito ha condizionato il 2025 di Draper
Analisi
La prima da ex: i gioielli di Tare che hanno segnato la Lazio
Una vita in biancoceleste e ora la prima da ex con il Milan: quanti colpi ha messo a segno Tare con la Lazio
Analisi
NBA 2025-2026, 29 novembre: preview LA Clippers-Dallas
Sfida tra due squadre che stanno deludendo le aspettative d’inizio stagione
NBA, 5 dicembre: preview Los Angeles Lakers-Phoenix Suns
Analisi
NBA 2025-2026, 29 novembre: preview Phoenix-Denver
Trasferta insidiosa per Nikola Jokic e compagni in Arizona
Una parata d'altri tempi
Analisi
Pro League: preview Club Brugge-Antwerp
Il massimo campionato belga inaugura l'ultima domenica di novembre nelle Fiandre Occidentali con una sfida ricca di fascino
Analisi
Spalletti, per il regista Juve c’è da attendere: il grande ex annuncia l’addio al calcio
La dirigenza della Juve. desiderosa di regalare un regista Spalletti avrebbe pensato a un grande ex, che ha però scelto di appendere gli scarpini al chiodo: ecco di chi si tratta
Analisi
Eredivisie: preview PSV-Volendam
La domenica olandese comincia all'ora di pranzo al Philips Stadion con una sfida affascinante
Analisi
Primeira Liga: preview Nacional-Benfica
Sabato sera a Funchal arriva un'ex campionessa d'Europa
Analisi
NBA 2025-2026, 29 novembre: preview Golden State-New Orleans
Senza l’infortunato Curry gli Warriors avranno bisogno del miglior Butler contro i Pelicans