Milik torna con la Juve, nell’altra sponda di Torino c’è un calvario peggiore…

Mentre la Juventus ritrova Milik circa un anno e mezzo dopo l'ultima volta, il Torino è ancora in attesa del recupero di Schuurs: i dettagli
Giordano Grassi

Mentre la Juventus celebra il ritorno tra i convocati di Arkadiusz Milik dopo 574 giorni di stop, in casa Torino il clima attorno a Perr Schuurs è decisamente più cupo. Se il bomber polacco vede finalmente la luce, per il centrale olandese il tunnel sembra non avere fine: il suo calvario dura ormai da 791 giorni, un’eternità che ha trasformato uno dei migliori prospetti della Serie A in un caso clinico di difficile risoluzione. La sua ultima apparizione ufficiale risale addirittura al 21 ottobre 2023, quando una drammatica sfida contro l’Inter segnò l’inizio di un calvario fisico che ha stroncato una carriera in piena ascesa.

Schuurs, due interventi e un recupero infinito

Dopo la rottura del legamento crociato anteriore, il percorso di riabilitazione di Perr Schuurs è stato costellato da complicazioni che hanno reso necessaria una seconda operazione in artroscopia nell’agosto 2024. Nonostante siano passati 16 mesi da quel secondo intervento, il difensore classe ’99 non ha ancora ricevuto il via libera per tornare ad allenarsi con il gruppo. Un silenzio che pesa come un macigno sul mercato del Torino, che nell’estate 2022 aveva investito con forza sul ragazzo, respingendo pochi mesi dopo offerte milionarie dai top club europei.

Il post di Schuurs e le speranze dei tifosi

Negli ultimi giorni si è acceso un piccolo barlume di speranza grazie ad alcuni scatti pubblicati dallo stesso giocatore sui propri canali social, che lo ritraggono impegnato in sessioni di potenziamento in palestra. Tuttavia, al di là dei messaggi motivazionali, non esistono certezze sui tempi di recupero effettivi. La società granata e lo staff medico procedono con estrema cautela, evitando di fissare date che potrebbero essere puntualmente smentite. Per Schuurs, il traguardo non è ancora all’orizzonte e il confronto con i “soli” 574 giorni di Milik rende ancora più evidente la gravità di una situazione che tutto il mondo del calcio spera di veder risolta al più presto.

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