Ciccio Caputo, il bomber di provincia arrivato in Nazionale

Partito da Altamura, il classe ’87 ha conquistato la maglia azzurra: in mezzo tanta gavetta, con il rifiuto al provino per “Campioni, il sogno” e la candidatura al Team of the Year su FIFA 21. L’attaccante dalle esultanze iconiche si ritira a 37 anni

Partito da Altamura, il classe ’87 ha conquistato la maglia azzurra: in mezzo tanta gavetta, con il rifiuto al provino per “Campioni, il sogno” e la candidatura al Team of the Year su FIFA 21. L’attaccante dalle esultanze iconiche si ritira a 37 anni

L’avventura di Ciccio Caputo nel mondo del pallone è giunta al capolinea: l’attaccante nativo di Altamura, infatti, a 37 anni ha deciso di ritirarsi. Svincolatosi lo scorso agosto dall’Empoli, su di lui sono emerse diverse voci ma nessuna operazione concreta. Da qui la scelta di dire basta e appendere gli scarpini al chiodo. La sua ultima presenza in Serie A, dunque, risale alla prima giornata di campionato, 17 agosto 2024, quando subentrò a Colombo a 5 minuti dalla fine nel match del Castellani pareggiato 0-0 contro il Monza.

Dal provino per “Campioni” alla Nazionale: l’incredibile carriera di Caputo

Ciccio Caputo è stato il simbolo di chi si è fatto da solo, di chi grazie al sacrificio e all’abnegazione ha conquistato il successo, di chi è partito dai polverosi campi di provincia della Promozione Pugliese fino conquistare la maglia azzurra della Nazionale. Con l’Italia, infatti, due presenze e anche un sigillo al debutto, nell’amichevole del Franchi di Firenze (7 ottobre 2020) contro la Moldavia finita 6-0 – l’altra apparizione quattro giorni dopo nello 0-0 a Danzica contro la Polonia in Nations League -. In mezzo tanta gavetta e gol a valanga. Candidato su FIFA 21 per il Team of the Year, grazie alle 21 reti segnate nella stagione precedente con il Sassuolo, il bomber classe ’87 ha attraversato un ventennio d’oro nel calcio e tra alti e bassi ha poi raggiunto l’Olimpo del pallone. Una carriera cominciata con il rifiuto al provino del reality “Campioni, il sogno” e terminata con 555 presenze e 193 gol tra i professionisti. Partito dal Toritto, ha chiusa all’Empoli passando per Altamura, Noicattaro, Bari, Salernitana, Siena, Virtus Entella, Sassuolo e Sampdoria.

Le esultanze iconiche di Ciccio Caputo

Ingaggiato dai TRM, squadra della Kings League presieduta dallo streamer Marzaa, Caputo verrà ricordato anche per le sue esultanze a dir poco iconiche: dalla birra, che lui stesso produce in modo artigianale, al cartello con scritto “Andrà tutto bene, restate a casa” mostrato in diretta e che ha fatto il giro del mondo, dopo la rete al Brescia quando il Covid-19 si stava diffondendo in Italia.

Ciccio Caputo si ritira: “Non è un addio ma un nuovo inizio”

A dare la notizia del ritiro è stato lo stesso calciatore con un post su Instagram: “Ciao a tutti, eccoci qui. Sinceramente, avrei voluto fare questo discorso in un modo diverso, magari salutandovi con un gol e la mia esultanza che tanto ci ha unito, ma la vita a volte ci porta a fare scelte che maturano dentro di noi piano piano. Oggi sono qui, consapevole della strada che voglio percorrere nel mio futuro. Questo, però, non significa che ‘Ciccio’ sparirà. Anzi, è solo l’inizio di una nuova versione di me: un Ciccio più maturo, più consapevole e pronto a vivere nuove avventure, con il bagaglio di tutte le esperienze, i sacrifici, le gioie e le lezioni che questa carriera mi ha regalato. Devo ringraziare tutti voi, dal profondo del cuore. Grazie a chi mi ha sostenuto e anche a chi mi ha criticato: perché è proprio dalle critiche che ho trovato la forza di migliorarmi, di andare oltre i miei limiti. Ringrazio le Società, i Presidenti, i Direttori, i Dirigenti, gli Allenatori, Staff e i miei compagni di squadra. A tutti voi che lavorate dietro le quinte e avete reso speciale ogni tappa del mio viaggio: A tutte le tifoserie delle squadre in cui ho giocato: grazie per avermi accolto, supportato e spronato. Un grazie speciale al mio procuratore, al mio avvocato e alla Fedele Management per essere stati sempre al mio fianco, e per continuare a credere in me anche oggi, mentre mi preparo a scrivere questo nuovo capitolo. E poi, il ringraziamento più importante: alla mia famiglia. A mia moglie, ai miei tre figli, che sono il mio rifugio, la mia forza, la mia motivazione più grande. Grazie per esserci sempre stati, nei momenti belli e in quelli più difficili, per avermi sostenuto e per non avermi mai lasciato solo in questo lungo cammino. Oggi chiudo un capitolo importante della mia vita, ma ne apro uno nuovo con la stessa determinazione e la voglia di mettermi in gioco. So di poter contare su di voi, sul vostro affetto e il vostro supporto, che sono stati e saranno sempre la mia spinta più grande. Non è un addio, è un nuovo inizio. Ci vediamo presto, più pronti e più forti che mai! Con affetto, Ciccio”.

Vincenzo Lo Presti

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