Atalanta, Juric ha paura: è davvero ridimensionamento?

Ivan Juric teme per sé stesso e per l'Atalanta: la Dea cede, ma non sostituisce. Si sta davvero ridimensionando?
Niccolò Di Leo

Ivan Juric teme per sé stesso e per l’Atalanta: la Dea cede, ma non sostituisce. Si sta davvero ridimensionando?

Quando Ivan Juric è stato scelto come nuovo allenatore dell’Atalanta si è respirata un’aria di scetticismo e ridimensionamento. In primo luogo, perché è reduce da due esperienze pessime sulle panchine della Roma – esonerato da subentrante – e del Southampton – squadra presa in corsa senza riuscire a evitare la retrocessione in Championship.  In secondo luogo, perché dopo 9 anni di Gasperini, per quanto i due siano simili e l’ex Torino sia un allievo del Gasp, la differenza tra loro è abissale per risultati, conoscenza dell’ambiente ed esperienza generale. Insomma, la delusione dalle parti di Bergamo era comprensibile, così come la difficoltà nel tentare di capire questa mossa societaria giustificata, però, dalla ricerca di una continuità tattica e gestionale.

Player trading a metà

Oggi, però, a storcere il naso non sono solo i tifosi dell’Atalanta ma, probabilmente, è lo stesso Ivan Juric che segue attentamente le evoluzioni del mercato. Nel giro di un mese e mezzo ha perso Ruggeri, andato all’Atletico Madrid, ha salutato Mateo Retegui, traferitosi in Arabia Saudita, e si è preparato anche a salutare Ademola Lookman, ammutinatosi dopo che gli è stata negata la possibilità di trasferirsi all’Inter, almeno per il momento. Insomma, due uscite pesanti, ma anche introiti per circa 75 milioni di euro. Una strategia apparentemente normale in casa Atalanta, dove il player trading è sempre stato all’ordine del giorno. Eppure, oggi, le cose sembrano andare diversamente.

E in entrata?

Juric, abbiamo detto, segue attentamente le evoluzioni del mercato perché da un giorno all’altro spera possa muoversi qualcosa. Il solo acquisto di Sulemana non sbaglia per sopperire a partenze pesantissime di giocatori che, nelle ultime due stagioni, hanno decretato le sorti dell’Atalanta. Il player trading quest’anno sta avvenendo solo a metà, con Juric che non solo sta lavorando per far svanire le perplessità di quelli più scettici, ma dovrà farlo anche con una rosa decisamente meno forte di quella con cui Gasperini ha raggiunto il terzo posto l’anno prima.

Juric avverte il ridimensionamento

Ma quindi l’Atalanta sta vivendo un ridimensionamento vero e proprio? I fatti dicono di sì, per quanto ci sia a disposizione ancora un po’ di tempo per intervenire. La scelta del tecnico e la direzione presa fino a ora in sede di mercato, lasciano però pensare a un’Atalanta che sarà meno competitiva rispetto al passato e con tre competizioni da dover disputare. Un concetto che, tra le righe, emerge anche dalle ultime parole pronunciate da Juric in merito alla situazione Lookman e alla partenza di big, a detta sua, insostituibili:

Ademola con me è stato molto corretto, mi ha spiegato il suo pensiero. Bisogna accettare la situazione. Dispiace che si sia arrivati a questo punto. Ho allenato la squadra quando lui aveva un problema al polpaccio, dopo è successo tutto questo. Per cui non ha influito. Abbiamo perso giocatori che hanno prodotto l’80-90% dei nostri gol e non sarà facile sostituirli. Non credo che arriverà qualcuno capace di replicare in un colpo solo i numeri di Retegui o Lookman, ma dobbiamo rinforzarci con intelligenza e ampliare le soluzioni. Chi è già qui può crescere e avvicinarsi a quel livello”.

Niccolò Di Leo

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