Analisi

Barella e Bastoni il nuovo capolavoro di Inzaghi: così vola l’Inter

I due Azzurri si sono scambiati i ruoli rispetto al passato e fanno la fortuna dell’Inter
Roberto Bozzo

I due Azzurri si sono scambiati i ruoli rispetto al passato e fanno la fortuna dell’Inter

Altro giro, nuova invenzione di Inzaghi. O forse è più giusto parlare di rivoluzione. Il tecnico nerazzurro è riuscito a invertire e trasformare una delle colonne portanti su cui si era retta la sua Inter fino alla scorsa stagione.

La coppia gol inattesa

Prima di questa stagione l’Inter si era spesso affidata infatti alla coppia BastoniBarella. Lancio dalle retrovie del primo per l’inserimento del secondo, capace spesso di segnare o di appoggiare per altri compagni. Una coppia vincente che ha portato i nerazzurri a conquistare prima l’accesso in una finale di Champions e poi a vincere il campionato di Serie A nella scorsa stagione. Nella nuova annata, però, qualcosa è cambiato.

Ordine invertito, stesso risultato

In questa stagione Simone Inzaghi ha cambiato l’ordine degli addendi. Barella si è relegato esclusivamente al ruolo di assistman, mentre Bastoni si è trasformato in difensore goleador. Una coppia con ruoli invertiti ma sempre con la stessa capacità di trascinare l’Inter. «Mi piace di più regalare un assist che segnare un gol. Quest’anno siamo migliorati e bisogna ringraziare il mister: è un gruppo incredibile, tutti vanno verso la stessa direzione e questo è l’aspetto più importante. Anche più delle vittorie. Un altro assist? È sempre bello, preferisco l’assist al gol, questa è la verità» ha spiegato il centrocampista, tra i migliori così come il centrale contro il Cagliari.

Dall’Inter all’Azzurro

Che l’asse formato da Bastoni e Barella, seppur invertito, sia sempre stato centrale per l’Inter lo dimostrano i precedenti: dal 2-0 dell’Inter sulla Juventus a gennaio 2021 fino alla gara di Champions contro il Benfica del 2023, passando per i casi del 2022 contro Barcellona e Sampdoria. All’epoca il difensore spiegava: «Lo vedo sempre, fa dei movimenti sempre utili alla squadra. Se non gliela passo si arrabbia…». Oggi però è lui che, a forza di studiarli, ha imparato quei movimenti. Per la gioia di Inzaghi e, chissà, magari anche di Spalletti.

Claudio Ferrari

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