Analisi

La Juve non può più fare a meno di Boga: come ha cambiato l’attacco di Spalletti

Il classe ’97, arrivato a gennaio dal Nizza, è già finito davanti a David e Openda nelle gerarchie di Lucio. A Comolli basteranno solo 4,8 milioni di euro per riscattarlo
Vincenzo Lo Presti
Jeremie Boga (Photo by Giuseppe Cottini/Getty Images)

Il classe ’97, arrivato a gennaio dal Nizza, è già finito davanti a David e Openda nelle gerarchie di Lucio. A Comolli basteranno solo 4,8 milioni di euro per riscattarlo

Jeremie Boga (Photo by Giuseppe Cottini/Getty Images)

Nemmeno i più ottimisti potevano immaginare un impatto così devastante di Jeremie Boga nel mondo Juve. Arrivato alla Continassa nelle ultime ore del calciomercato invernale di gennaio in prestito dal Nizza, il classe ’97 ha subito lasciato il segno scalando le gerarchie di Luciano Spalletti e diventando centrale nel progetto tattico dell’allenatore bianconero.

L’impatto immediato di Boga nell’attacco della Juventus

Del resto i numeri parlano e chiaro e difficilmente mentono: in sei partite di campionato l’ivoriano ha già messo a referto un assist e tre reti, appena due in meno di Jonathan David, che di gare ne ha però disputate 28, e addirittura due in più di Loïs Openda che in 23 presenze è andato a segno una sola volta, nel 2-1 dell’Allianz Stadium contro la Roma. Boga aveva dimostrato tutto il proprio talento già ai tempi del Sassuolo, dove aveva brillato tra il 2018 e gennaio 2022. Acquistato dall’Atalanta, a Bergamo non è riuscito a replicare i numeri registrati con i neroverdi. Stesso discorso a Nizza dove addirittura era finito fuori rosa e per un periodo si era allenato anche da solo.

Boga, la scommessa Juve vinta da Comolli

Nonostante ciò la Juve ha deciso di puntare su di lui e dopo poco più di un mese dal suo sbarco a Torino si può dire che abbia già vinto la scommessa. Arrivato come vice Yildiz, l’ivoriano ha convinto tutti, in primis il proprio allenatore, Luciano Spalletti, che ora non può più fare a meno di lui. Grazie alle sue caratteristiche il classe ’97 si inserisce alla perfezione negli schemi dell’allenatore di Certaldo che lo ha utilizzato sia come esterno del tridente offensivo sia come terminale, al centro dell’area. Contro l’Udinese, nella sua prima da titolare con la Juve in campionato, infatti, Boga è stato preferito a Jonathan David e Loïs Openda ed è stato schierato come falso nove nel 3-4-2-1 dell’ex ct. Una scelta azzeccata visto che è stato suo il sigillo che ha deciso l’incontro. Al Bluenergy Stadium è dunque arrivata la terza rete consecutiva dopo che aveva riaperto il match dell’Olimpico contro la Roma poi finito 3-3 e aveva chiuso il 4-0 interno contro il Pisa.

Boga simbolo della rinascita Juve

Andando oltre le statistiche, Spalletti ha speso parole al miele nei suo confronti dopo il gol decisivo a Udine: “Ci chiedevamo se potesse darci una mano visto il periodo trascorso fuori a Nizza – ha ammesso -. La sua voglia, la passione, il suo essere così cattivo lo hanno messo nelle condizioni di entrare subito con questo rendimento. Qui sono stati bravi i nostri dirigenti che hanno compreso, analizzando la situazione, che potesse essere il rinforzo giusto per noi”. L’approccio è stato incredibile: in 197 minuti in campo in Serie A, recupero escluso, è già a quota tre reti, una ogni 66’.

Spalletti punta su Boga per costruire la Juve del futuro

La Juve, ora, fiuta l’affare. Sì, perché basteranno appena 4,8 milioni di euro per riscattarlo dal Nizza. Visto il rendimento, non dovrebbero esserci dubbi: Boga resterà alla Juve. Grazie alla sua capacità di attaccare gli spazi, di dialogare con i compagni, di creare superiorità numerica sulle fasce e di imprimere il proprio marchio in zona gol, ha già fatto breccia nel cuore dei tifosi e di Luciano Spalletti che ha praticamente bocciato David e Openda per puntare su di lui.

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