Calhanoglu vede il Fenerbahce, poi va in ritiro con l’Inter

Si sta discutendo molto della paradossale situazione in casa nerazzurra: l'ex Milan incontrerebbe i turchi prima di rispondere alla chiamata di Chivu
Giordano Grassi

Si sta discutendo molto della paradossale situazione in casa nerazzurra: l’ex Milan incontrerebbe i turchi prima di rispondere alla chiamata di Chivu

Non solo Osimhen e Vlahovic, e prima ancora Inzaghi, Conte, Gasperini o Hernandez: tra le tante telenovelas della Serie A, ‘impazza’ in questo periodo quella con protagonista Hakan Calhanoglu. Il forte centrocampista dell’Inter, reduce forse dalla sua peggior stagione in nerazzurro, ha rotto con il club all’indomani della disfatta in finale di Champions contro il Psg, salvo poi gettare man mano acqua sul fuoco, complici anche gli sforzi del presidente Beppe Marotta di ricucire lo strappo.

Il paradosso Calhanoglu

Questo ‘piede in due staffe’ appare, di fatto, il modus operandi tanto del calciatore, che domani (mercoledì 23 luglio) risponderà alla convocazione del tecnico Cristian Chivu per il ritiro estivo della squadra e al tempo stesso oggi – raccontano gli esperti di calciomercato – incontrerà il Fenerbahce nell’ottica di un pronto ritorno in patria, quanto della stessa Inter, con Marotta che ha raccolto i cocci uno a uno fino a far apparire mediaticamente il caso risolto, mentre tiene spalancate porte e finestre in attesa di qualsiasi possibile offerta.

La posizione dell’Inter

Del resto, la dirigenza meneghina ha le idee piuttosto chiare: il centrocampista della nazionale turca di Montella è entrato probabilmente nell’ultima fase della carriera e questo potrebbe essere – con un nuovo tecnico e alcuni innesti finalizzati a ‘svecchiare’ la rosa – il momento giusto per monetizzare. Il suo arrivo a parametro zero dai cugini del Milan, all’epoca, fornisce ora i presupposti per una plusvalenza totale. Ma nel caso in cui, al contrario, non si giungesse alla fumata bianca, né col Fenerbahce, né, eventualmente, con altre possibili pretendenti, la permanenza del calciatore – per esperienza, carisma, leadership e skills tecnico-tattiche – verrebbe considerata tutt’altro che sgradita, a patto che si cali nuovamente nella realtà nerazzurra e torni ad abbracciarne la causa.

Giordano Grassi

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