Tijjani Reijnders, Manchester City

Caso Reijnders al City: da ‘colpo dell’estate’ a rebus tattico per Guardiola

Tijjani Reijnders, trasferitosi la scorsa estate dal Milan al Manchester City per circa 70 milioni, sta vivendo un inizio di 2026 complicato: i dettagli
Giordano Grassi
Tijjani Reijnders, Manchester City (Getty Images)

Il passaggio di Tijjani Reijnders dal Milan al Manchester City è stata una delle operazioni più chiacchierate dell’ultima sessione estiva: un affare da 70 milioni di euro che ha permesso ai rossoneri di finanziare un mercato ambizioso, privandosi però di un calciatore capace di realizzare 15 gol e 5 assist nell’ultima annata italiana. Dopo una prima parte di stagione in cui l’olandese sembrava essersi integrato perfettamente negli schemi di Pep Guardiola, l’inizio del 2026 ha invertito bruscamente la tendenza. Nelle 12 sfide disputate dal City in questo arco temporale, Reijnders è partito titolare solo in tre occasioni, finendo progressivamente ai margini delle rotazioni principali e diventando, di fatto, un’alternativa da utilizzare solo negli scampoli finali di gara.

Reijnders, le lacune difensive e il ritorno di Rodri

Alla base dell’esclusione di Reijnders ci sarebbero motivazioni di natura tattica che ne hanno frenato l’ascesa in Premier League. Guardiola, noto per la sua ricerca maniacale dell’equilibrio, sembra contestare all’ex centrocampista del Milan una scarsa attitudine nella fase di non possesso e di copertura. Il rientro a pieno regime di un pilastro come Rodri ha ulteriormente chiuso gli spazi: con lo spagnolo in campo, il tecnico catalano preferisce affidarsi a profili che garantiscano maggiore solidità difensiva, sacrificando la spinta offensiva che aveva reso Reijnders un fattore determinante durante i suoi mesi a San Siro. Per l’olandese, il passaggio dal calcio italiano a quello inglese si sta rivelando più complesso del previsto proprio nei compiti di interdizione.

Reijnders, i numeri della crisi

Le statistiche recenti sono impietose e fotografano perfettamente il momento di flessione del talento classe 1998. Reijnders non parte dal primo minuto ormai da due mesi, con le ultime presenze da titolare confinate ai match contro Chelsea, Brighton e Wolverhampton. Nelle restanti sei giornate, per ben tre volte è rimasto a guardare i compagni dalla panchina per tutti i 90 minuti, inclusi gli scontri diretti di altissimo livello contro Liverpool e Newcastle. Quando è subentrato, non è mai andato oltre la mezz’ora di gioco, un minutaggio troppo ridotto per chi era stato acquistato con l’etichetta di potenziale uomo chiave del centrocampo dei Citizens. Il rush finale della stagione dirà se Reijnders riuscirà a riconquistare la fiducia di Pep o se il suo futuro inglese sarà già oggetto di riflessione.

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