Arteta e Luis Enrique, tecnici rispettivamente di Arsenal e PSG, saranno avversari nella finale di Champions League 2026

Champions League, Luis Enrique contro Arteta: i punti di forza dei due tecnici

Una sfida a colpi di tattica quella tra Arteta e Luis Enrique, due spagnoli a confronto nella partita della vita
Niccolò Di Leo
Arteta e Luis Enrique, tecnici rispettivamente di Arsenal e PSG, saranno avversari nella finale di Champions League 2026 (Getty Images)

Una sfida a colpi di tattica quella tra Arteta e Luis Enrique, due spagnoli a confronto nella partita della vita

Siamo arrivati al capitolo finale. Alla partita più importante della stagione. La finale di Champions League, questa sera alle 18.00, ci regalerà emozioni a non finire. Alla Puskas Arena di Budapest si affronteranno i campioni in carica del Paris Saint Germain e i campioni d’Inghilterra dell’Arsenal. Filosofie di gioco differenti, culture calcistiche diverse, ma lo stesso obiettivo: alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie. Dembélé e compagni ci sono riusciti un anno fa, quando si imposero con un netto 5-0 contro l’ultima Inter di Simone Inzaghi. Questa sera contro Arteta e la sua squadra Luis Enrique dovrà chiedere uno sforzo decisamente maggiore ai suoi giocatori. Un ruolo importante nella finale se lo giocheranno anche i due tecnici. Due allenatori spagnoli a confronto in una partita dove la tattica avrà un ruolo centrale.

Luis Enrique farà un’altra genialata? Come può fermare l’Arsenal

Luis Enrique non è nuovo a invenzioni. Contro il Bayern Monaco per annullare Olise ha chiesto a Safonov di rinviare nella zona dell’esterno francese, ma spedendo il pallone fuori. Di fatto consegnava la sfera ai bavaresi per creare densità nella zona del talento ex Crystal Palace. Uno schema paradossale ma che ha reso più semplice la vittoria e l’accesso alla finale di Champions League. Nella partita di questa sera, però, dovrà vedersela con una formazione che garantisce un ritmo elevatissimo, che possiede grande fisicità e qualità individuali da non sottovalutare. Il suo Psg è favorito, ma non basta. Servirà una partita perfetta in cui il focus sarà, probabilmente, su due aspetti: l’attenzione massima sui calci d’angolo (punto di forza dei Gunners) e la possibilità di ripartire in contropiede grazie a giocatori come Kvara (19 gol stagionali e 10 assist), Dembélé (19 gol stagionali e 11 assist) e un super Barcola (13 gol stagionali e 7 assist), sfruttando la difesa alta degli avversari.

Arteta dovrà rivedere la fase difensiva, i piazzati restano l’asso nella manica

Sulla panchina opposta Mikel Arteta dovrà mettere in atto tutto ciò che gli ha insegnato Guardiola durante la loro convivenza al Manchester City. L’Arsenal dovrà stare attento alle corsie laterali e alla velocità degli esterni del Psg. Non sarà possibile difendere troppo alti e lasciare metri alle spalle. Gabriel e Saliba avranno un compito arduo: difendere contro i migliori attaccanti del mondo senza punti di riferimento. La loro rapidità in campo aperto li aiuterà, ma l’attenzione dovrà restare massima per quella che quest’anno si è confermata, per la terza volta consecutiva, la miglior difesa della Premier League. In fase offensiva la tecnica e la fisicità del centrocampo saranno un elemento chiave, così come i soliti piazzati che i Gunners dovranno sfruttare per portare dalla loro la partita. Nell’ultime Premier, d’altronde, l’Arsenal ha trovato la rete 18 volte la rete da corner (record di sempre del campionato).

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