Disastro arbitri: quel confronto dovuto tra Gravina e Rocchi

Il presidente della FIGC vedrà il designatore dell'AIA dopo il caos di Inter-Juventus
Iacopo Erba
Gianluca Rocchi (Getty Images)

Il presidente della FIGC vedrà il designatore dell’AIA dopo il caos di Inter-Juventus

Gianluca Rocchi (Getty Images)

Il giorno dopo Inter-Juventus non si parla solo del 3-2 di San Siro, ma anche del doveroso confronto tra Gabriele Gravina e Gianluca Rocchi. Il presidente della FIGC e il designatore della AIA si sono trovati a gestire un’ondata di polemiche innescate dall’espulsione di Pierre Kalulu. La direzione arbitrale e il mancato intervento del VAR sul secondo giallo hanno riaperto il dibattito sui protocolli e sull’uniformità di giudizio in una stagione fin qui disgraziata per la gestione degli episodi controversi e il tema ormai non è solo tecnico, ma soprattutto politico: la gestione degli arbitri e la credibilità del sistema tornano al centro del confronto istituzionale.

Un episodio grave

Nel dettaglio, l’episodio chiave si consuma nel primo tempo del Derby d’Italia tra Inter e Juventus. Kalulu, già ammonito, interviene su Bastoni in un contrasto giudicato senza motivo falloso dall’arbitro La Penna, che estrae il secondo giallo e quindi il rosso. Le immagini televisive mostrano un contatto minimo, ritenuto da molti non sufficiente per un provvedimento disciplinare così pesante. Il VAR, da protocollo, non può intervenire sulle seconde ammonizioni ma la decisione scellerata condiziona il derby d’Italia e scatena le proteste della Juventus e dei suoi dirigenti nel post-gara. In inferiorità numerica per tutta la ripresa, i bianconeri restano in partita ma cedono nel finale, con il gol decisivo di Zielinski. L’episodio diventa immediatamente epicentro del dibattito, sui social ma anche tra i rappresentanti delle istituzioni.

Cosa fare ora

È in questo contesto che si inserisce il confronto tra Gravina e Rocchi. Da un lato la necessità, espressa dai vertici federali, di tutelare la classe arbitrale; dall’altro l’esigenza di valutare coerenza e applicazione dei protocolli in una gara che ha già addosso a sé uno strascico infinito di polemiche e veleni. Il caso Kalulu riaccende la discussione sull’eventuale revisione dei margini d’intervento del VAR sui secondi gialli e sulla comunicazione post-partita delle decisioni arbitrali. La partita di San Siro diventa così un passaggio delicato nei rapporti tra federazione e settore arbitrale, con ripercussioni che vanno oltre il singolo episodio e toccano il sistema stesso: per cambiare qualcosa, ora sembra inevitabile che alcune teste importanti comincino a cadere.

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