Giovanni Malagò

FIGC, Malagò e Abete cercano coalizioni: come si divide il calcio italiano?

Malagò o Abete? Chi preferisce il calcio italiano? I due candidati a caccia di coalizioni
Niccolò Di Leo
Giovanni Malagò

Malagò o Abete? Chi preferisce il calcio italiano? I due candidati a caccia di coalizioni

L’Italia ha bisogno di rinnovarsi. Questo è assodato. Le parole che hanno accompagnato il fallimento contro la Bosnia e, quindi, la terza qualificazione al mondiale mancata consecutivamente, dovranno esser trasformate in fatti una volta per tutti. Il presidente federale, Gabriele Gravina, ha dato le sue dimissioni. Seguito poi da Gattuso e Buffon perché responsabili del settore tecnico. Nelle prossime settimane l’avvicinamento alle nuove elezioni del 22 giugno sarà caratterizzato da una battaglia politica che porterà alla nomina dei candidati per il ruolo di Presidente della FIGC e, mentre da tempo sono emersi alcuni nomi, pian piano iniziano a delinearsi anche le prime coalizioni.

Malagò ha l’appoggio della Serie A

Il primo nome, emerso già nei minuti successivi alla sconfitta dell’Italia in Bosnia, è stato quello di Giovanni Malagò. L’ex presidente del CONI è caldeggiato da alcune società di Serie A che avrebbero visto in lui la figura giusta, da un punto di vista sportivo e politico, per raccogliere l’eredità di Gravina. Secondo quanto riportato da Repubblica, Malagò avrebbe già l’appoggio della stragrande maggioranza dei club di A (tra i 14 e i 16) e, forte di questo, il lavoro che dovrà svolgere nei prossimi giorni sarà quello di raccolta del consenso in quegli ambienti federali che non hanno ancora preso posizione. In particolar modo il riferimento è alle Lega Nazionale Dilettanti, molto vicina a Giancarlo Abete.

Abete a caccia di alleati

Ed è proprio quello di Abete il nome del primo, vero avversario di Malagò. Il presidente della LND ha già un passato da numero uno della Federcalcio. Tra il 2007 e il 2014 è stato lui a guidare il calcio italiano per due mandati, prima delle dimissioni dopo il fallimento nel Mondiale in Brasile. L’ultimo giocato dall’Italia. Se Malagò si muove, Abete non sta di certo a guardare. Il quotidiano, infatti, rende noto di alcuni contatti avuti con il presidente dell’Assocalciatori Umberto Calcagno con l’obiettivo di instaurare un’alleanza tra LND (che detiene il 34% dei voti) e AIC (che ha invece il 20%). A giocare un ruolo, in questo contesto, sarà anche la politica che indirettamente potrebbe sostenere la candidatura di Abete.

Galliani non si candiderà alla FIGC

E Galliani? Il nome di Adriano Galliani era un’ipotesi da poter prendere in considerazione, analizzata anche da alcuni club. Intervenuto ai taccuini del Corriere della Sera, l’ex dirigente di Milan e Monza ha svelato, però, di essersi tirato fuori dalla corsa al termine di una lunga riflessione su una sua possibile candidatura: “Ci ho pensato a lungo, e sono onorato e riconoscente a quei club che hanno pensato a me come candidato della Lega di A per la presidenza federale ma non accetterò l’invito. L’idea era nata in seno a qualche dirigente che mi aveva chiesto la disponibilità già qualche giorno fa. Non ho mai sollecitato la candidatura né detto sì, avevo chiarito che ci avrei riflettuto per comprendere come si sarebbe evoluta la situazione”. Galliani, inoltre, ha indicato in Malagò l’uomo da sostenere: “Alla fine ritengo che il miglior presidente della FIGC possibile, e non solo come espressione della Lega di Serie A, sia Giovanni Malagò“.

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