Fiorentina, la svolta di Grosso: il fattore Mastantuono e l’evoluzione dal 4-3-2-1 al 4-3-3
L’inizio della nuova stagione della Fiorentina porta la firma di un’evoluzione tattica chiara, dove l’arrivo del gioiello Franco Mastantuono (insieme all’apporto di Atta) rappresenta la chiave di volta per ridisegnare la squadra. In attesa che il direttore sportivo Fabio Paratici regali al tecnico Fabio Grosso l’esterno offensivo di sinistra titolare, i viola stanno mostrando un’identità ben definita. Il passaggio provvisorio dal progetto originario del 4-3-3 a un più solido 4-3-2-1 ha permesso alla squadra di trovare continuità nelle ultime uscite amichevoli, sdoganando una formula ad alta densità di qualità al centro del campo.
Trequarti di qualità: l’esperimento con Watford e QPR
I test estivi contro Queens Park Rangers e Watford hanno tracciato la strada. In assenza di ali d’attacco di ruolo a disposizione, Grosso ha evitato di riadattare elementi fuori posizione, preferendo avanzare Atta sulla linea dei trequartisti al fianco di Albert Gudmundsson, a supporto dell’unica punta. Una scelta che ha innalzato il tasso tecnico della manovra: in regia la gestione del pallone è affidata all’alternanza (e potenziale coesistenza) tra Oulai e Nicolò Fagioli, scortati dai muscoli e dagli inserimenti delle mezzali Ndour e Mandragora. Con due rifinitori stretti pronti a muoversi tra le linee, le corsie esterne diventano terreno di conquista per le sovrapposizioni dei terzini.
La formazione per la Coppa Italia e la prima di campionato
Questo assetto con il “albero di Natale” sarà l’abito ufficiale della Fiorentina per il primo impegno ufficiale di venerdì 14 agosto al Franchi nel turno di Coppa Italia (contro la vincente di Benevento-Ravenna) e, con ogni probabilità, anche per il debutto in Serie A di lunedì 24 all’Olimpico contro la Roma. Un assetto impreziosito dall’inserimento di Mastantuono, pronto a prendersi una maglia da titolare per arare il campo sulla trequarti insieme ad Atta o Gudmundsson.
Il traguardo finale: replicare il “Modello Sassuolo”
Se il presente sorride al 4-3-2-1, il futuro della Fiorentina rimane legato alla volontà di Grosso di plasmare un 4-3-3 sui generis, ispirato al sistema di gioco che l’allenatore romano ha valorizzato a Sassuolo. Quell’impianto prevedeva un’ala pura capace di puntare il fondo (ruolo interpretato in Emilia da Laurienté) e un trequartista atipico partito dalla corsia opposta per accentrarsi e rifinire (come faceva Berardi). Con l’ingaggio di Mastantuono la casella del fantasista che parte largo è stata riempita con un profilo di assoluto livello; ora al Viola Park gli sforzi si concentrano sulla ricerca dell’esterno d’attacco ideale per completare il tridente.