Gli esuberi spaventano la Juventus: possono condizionare il mercato in estate
La Juventus deve fare bene i conti per cercare di restare nei parametri imposti dalla Uefa e allo stesso tempo non appesantire le casse del club

Il raggiungimento della qualificazione in Champions per la Juventus è fondamentale per la sostenibilità dei conti, anche se la società prevede dei sacrifici limitati e sopportabili nel caso in cui non dovesse essere centrato l’obiettivo. La semestrale consolidata del bilancio al 31 dicembre 2025 già anticipava il raggiungimento della soglia del 70% nel rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi (in aumento) al 31 marzo 2026 nel rispetto dei nuovi parametri federali.
Openda è l’esempio più lampante
Le preoccupazioni di Elkann e della dirigenza sono invece, legate al mercato in uscita. Troppi acquisti sbagliati nelle ultime due estati e ora difficili da piazzare soprattutto a determinate cifre. Le offerte a ribasso potrebbero condizionare il mercato in entrata perché Comolli, Chiellini e Ottolini dovranno muoversi con la calcolatrice alla mano. Openda è uno degli esempi: è scattato l’obbligo di riscatto ma la Juventus lo ha preso con un prestito oneroso e al 31 dicembre non era ancora entrato nel conto. La soluzione ideale ora sarebbe ricollocarlo in prestito per congelarne l’ammortamento confidando in una possibile rivalutazione. Di fatto il discorso verrebbe rimandato.
Le altre situazioni che preoccupano la Juventus
A preoccupare di più sono Casal, che è in uscita, ha bisogno di giocare e non riesce a sostenere il livello della squadra. È stato pagato 12,4 milioni e aveva un valore residuo di 8,4 a dicembre, destinato a scendere di poco tra un mese. Koopmeiners: è complicato immaginarne una cessione. Sotto i 30 milioni genererebbe un deficit in bilancio. Diversa è la situazione di Zhegrova, per cui servirebbe una proposta da almeno 12-13 milioni e lo stesso ragionamento vale per David, il cui destino verrà deciso in estate.