Inghilterra-Grecia e la punizione “redentrice” di Beckham

Con un perfetto destro all'incrocio dei pali lo Spice Boy si guadagnò il perdono dei suoi tifosi mandando Eriksson ai Mondiali di Corea e Giappone 2002 e la Germania agli spareggi

Con un perfetto destro all’incrocio dei pali lo Spice Boy si guadagnò il perdono dei suoi tifosi mandando Eriksson ai Mondiali di Corea e Giappone 2002 e la Germania agli spareggi

Giovedì 10 ottobre, alle ore 20.45, l’Inghilterra ospita a Wembley la Grecia nel terzo turno del Gruppo 2 della Lega B di Nations League. La sfida tra la Nazionale dei Tre Leoni e gli ellenici, però, riporta la mente indietro nel tempo, a una sfida passata alla storia. Il 6 ottobre, infatti, è stato il 23° anniversario dell’epico 2-2 di Old Trafford.

Inghilterra-Grecia, 6 ottobre 2001

Mentre il mondo è ancora scosso dall’attacco alle Torri Gemelle, avvenuto l’11 settembre, le selezioni nazionali si affrontano per conquistare il pass per il Mondiale che si giocherà l’estate seguente in Corea e Giappone, il primo a tenersi in Asia e con due Paesi organizzatori. Le qualificazioni iniziano malissimo per i sudditi della regina – all’epoca regnava Elisabetta II -, sconfitti in casa all’esordio dalla Germania, l’avversario più temibile del girone. All’ultimo turno, il 6 ottobre, si arriva con le due formazioni divise da due punti: teutonici a quota 16 e inglesi a 14. La squadra dell’ex romanista Rudi Völler ospita a Gelsenkirchen la Finlandia, quella dell’ex laziale – un piccolo derby – Sven-Göran Eriksson la Grecia a Old Trafford. I bookmaker, ma anche gli appassionati, sembrano non avere dubbi: la Germania chiuderà davanti mentre l’Inghilterra sarà costretta a giocare gli spareggi. 

Beckham fa esplodere l’Old Trafford

A Manchester l’aria è tesa ma dalla Renania arrivano buone notizie: la partita è finita 0-0. Il problema è però un altro: l’Inghilterra è sotto 2-1. È il minuto 93 e l’arbitro olandese Dick Jol assegna un calcio di punizione per i padroni di casa. È l’ultimo pallone della serata, ma la distanza dalla porta avversaria è tanta, circa 25 metri. Sul pallone si presenta, ovviamente, David Beckham, specialista dei calci piazzati. Il centrocampista del Manchester United, mentre sistema la sfera, torna con la mente al 30 giugno 1998, quando lasciò in 10 i suoi per un fallo di reazione su Simeone nell’ottavo di finale del Mondiale francese. Un gesto che i tifosi non gli hanno perdonato, vista l’eliminazione ai rigori ma soprattutto gli avversari, quegli argentini divenuti nemici in campo ma ancor di più nella Storia, con quel conflitto tra aprile e giugno 1982 passato agli annali come la guerra delle Falkland–Malvinas che ha acceso una rivalità mai sopita. Lo Spice Boy, dunque, sa che ha qualcosa da farsi perdonare e questa è l’occasione giusta: rincorsa sicura, mani sui fianchi, destro secco e palla sotto al sette imprendibile per l’estremo difensore ellenico Antonis Nikopolidis. I tifosi sugli spalti sono increduli. Beckham, con tanto di maglia numero 7 a maniche lunghe, capelli rasati e fascia di capitano al braccio, corre sotto la West Stand restituendo una delle immagini più iconiche del calcio dei primi anni Duemila. Proprio lì, al Teatro dei Sogni, ormai per lui come una seconda casa, scrive una delle pagine più belle della storia del calcio inglese mandando la sua nazionale ai Mondiali 2002 in Corea e Giappone e spedendo l’odiata Germania agli spareggi.

La redenzione di David Beckham

“Per me è stata la redenzione da quella espulsione”, afferma il giocatore a fine partita. In occasione del ventennale da quell’incredibile pomeriggio, sui social è apparso un video di Beckham che mentre rivede quelle immagini non riesce a trattenere l’emozione. Chissà come sarebbe andata se fosse stato Teddy Sheringham a incaricarsi della battuta di quel calcio piazzato. In pochi, infatti, sanno che anche l’attaccante si era avvicinato al pallone per provare la conclusione venendo però allontanato dal compagno con queste testuali parole: “Vattene Ted, non riesci nemmeno ad arrivare alla porta”. David doveva togliersi un sassolino dalla scarpa e lo fece a modo suo, con la sua arma migliore, quella punizione “redentrice” che rimarginò la ferita nel cuore del popolo inglese.

Vincenzo Lo Presti

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