Insigne: “A Toronto ero depresso, a Pescara mi diverto. Sta tornando ‘o tiraggir’…”
“Mi sento bene fisicamente e sto rimettendo a punto ‘o tiraggir’“. Così, nel corso di un’intervista concessa a Sportweek, il fantasista del Pescara Lorenzo Insigne ha commentato anche l’ottimo periodo di forma con la maglia degli abruzzesi, club nel quale a tornato a giocare, dopo l’esperienza in prestito dal Napoli agli albori della carriera, lo scorso gennaio, al termine del proprio rapporto lavorativo con il Toronto.
Insigne sul Toronto
“Ricomincio a divertirmi dopo tre anni in cui non ho espresso il mio calcio abituale, mi è mancata la pressione cui ero abituato. Più sono sotto pressione e più mi sento a mio agio, senza contare che ero in una squadra poco competitiva e questo mi ha depresso a livello calcistico. Mi sono sempre allenato e non ho mai mollato, ma sono stati 5-6 mesi duri. Mi dicevo che non volevo smettere perché ho appena 34 anni. Se non mi sono arreso è stato per la mia forza di volontà e per la mia famiglia“, ha proseguito Lorenzo Insigne in merito alla propria esperienza in Mls.
Insigne sul ritorno al Pescara
“Nel momento in cui ho deciso di tornare a Pescara ho voluto mettermi a disposizione della squadra al di là del nome o della carriera. I giovani mi guardano con ammirazione e cerco di dare l’esempio col lavoro ed essere un punto di riferimento“, le parole di Insigne, prima di chiosare con un retroscena sul tecnico Gorgone: “Anche qui, quando qualcuno crossa sul secondo palo, il mister esclama ‘Insigne per Callejon’. Non è mai stata una cosa preparata, codificata. Io sapevo che lui era là e lui sapeva che io, quando rientravo da sinistra verso il centro, gliela mettevo sulla testa o sul piede“.