Inter, il Mondiale dei due volti: Lautaro trascina l’Argentina, Thuram resta ai margini

Chiara Scatena

L’Inter resta l’unica squadra sempre rappresentata in una finale dei Mondiali. Anche questa volta la bandiera nerazzurra sarà Lautaro Martinez, grande protagonista della semifinale vinta dall’Argentina contro l’Inghilterra grazie al suo gol decisivo. Una soddisfazione enorme per il club, che ora tifa per il proprio capitano nell’ultimo atto contro la Spagna. Ma il Mondiale degli interisti racconta anche una storia opposta: quella di Marcus Thuram, praticamente mai protagonista con la Francia.

La gioia di Lautaro

Per Lautaro questa edizione ha rappresentato una vera svolta. Dopo un inizio complicato, con zero gol nelle prime due gare del girone, il capitano dell’Inter ha iniziato a lasciare il segno nei momenti più importanti. Prima la rete contro la Giordania, poi l’assist agli ottavi contro l’Egitto, il gol nei quarti contro la Svizzera e infine la zampata decisiva in semifinale. Un percorso che ha trasformato il Toro da comprimario a protagonista assoluto. “La prima volta che mio nonno mi comprò un paio di scarpe da calcio ho sognato di fare questo gol”, ha raccontato dopo la sfida, mostrando tutta la sua emozione.

Il rammarico di Thuram

Situazione completamente diversa per Thuram. L’attaccante francese, convocato da Deschamps nonostante la forte concorrenza nel reparto offensivo, ha collezionato appena un minuto in tutto il torneo. Dopo la panchina nella gara d’esordio contro il Senegal, Thuram è entrato in campo nella seconda sfida del girone contro l’Egitto, poi è uscito definitivamente dalle rotazioni. Alla base della sua esclusione ci sono soprattutto le condizioni fisiche: un problema al polpaccio gli ha impedito di allenarsi al meglio, favorendo le scelte del commissario tecnico. Una grande delusione per l’attaccante dell’Inter, che sperava di vivere un Mondiale diverso dopo le cinque presenze del 2022. Lautaro e Thuram, la coppia nerazzurra, hanno vissuto così due percorsi opposti: uno verso la gloria, l’altro ai margini della scena.

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