Inter, il turnover che non pesa è la carta segreta di Chivu

L’Inter è l’unica delle big che non sta faticando in caso di turnover: così ha allungato in classifica
Michele Cerrotta
Cristian Chivu (Getty Images)

L’Inter è l’unica delle big che non sta faticando in caso di turnover: così ha allungato in classifica

Non è un momento positivo per il calcio italiano pensando all’Europa. Nei prossimi giorni, per la prima volta dopo oltre un’era calcistica, l’Italia potrebbe non avere nessuna squadra agli ottavi di Champions League. Intanto, però, in Serie A c’è chi sorride e si avvia verso uno scudetto legittimato dai risultati sul campo. In attesa della gara del Milan, infatti, l’Inter è volato addirittura a +10 sui rossoneri secondi in classifica. E lo ha fatto con un undici segnato da diverse assenze tra infortuni e turnover.

La gara con il Lecce

Fuori Lautaro, infortunatosi a Bodo, e fuori anche Barella, Calhanoglu e Dumfries. Così l’Inter si è presentata a Lecce, lasciando in panchina anche Mkhitaryan e Akanji, proprio i due che la gara l’hanno decisa. C’è anche questo dettaglio tra i segreti della squadra di Chivu, che ancora una volta si è confermata quella più completa d’Italia.

Il cambio di passo

Al netto degli uomini in rosa, però, dietro il successo dell’Inter – almeno in Serie A – c’è proprio l’allenatore. Dal suo arrivo Cristian Chivu è riuscito è entrare nella testa della sua Inter, cancellando tutte le difficoltà del finale disastroso della scorsa stagione. Riuscendo a convincere anche la società su alcuni temi di mercato: dall’inserimento di Pio Esposito e Bonny, fino anche alla capacità di riprendere alcuni dei nuovi acquisti che almeno inizialmente avevano deluso. «Non ci sono titolari o panchinari»: sta tutto qui il segreto dell’Inter di Chivu. 

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