Italiano comandante al Besiktas. E ha già riscritto la storia del club
L’ex Bologna è il primo allenatore a vincere le prime cinque partite casalinghe di campionato con i bianconeri dopo oltre 50 anni

Vincenzo Italiano ha già lasciato il segno sulla panchina del Besiktas, riuscendo a eguagliare un record che resisteva da oltre mezzo secolo. La vittoria contro il Basaksehir, arrivata nella nona giornata della Trendyol Süper Lig, ha permesso all’allenatore italiano di entrare nella storia del club di Istanbul grazie a un avvio particolarmente positivo nelle partite casalinghe. Un risultato che conferma il super impatto dell’ex tecnico di Fiorentina e Bologna, capace di ottenere risultati importanti e di entrare nel cuore di una piazza caldissima e molto esigente.
Il record nel dettaglio
Il successo contro il Basaksehir ha consegnato a Italiano un traguardo che mancava dalla stagione 1973-1974, quando a riuscirci era stato Metin Türel. Il tecnico italiano ha infatti vinto tutte le prime cinque gare casalinghe di campionato alla guida dei bianconeri, eguagliando un primato storico e diventando il primo allenatore del Besiktas a riuscirci dopo oltre cinquant’anni. Un percorso netto davanti al proprio pubblico, impreziosito anche dalle scelte effettuate nell’ultima partita: rispetto alla precedente gara, Italiano ha infatti modificato ben otto elementi nell’undici titolare, dimostrando di voler coinvolgere l’intera rosa per affrontare anche al meglio l’Europa League.
Come sta andando il campionato
Dopo nove giornate di campionato, il Besiktas occupa il quarto posto in classifica con 18 punti, frutto di sei vittorie e tre sconfitte. La distanza dal Galatasaray capolista è di quattro lunghezze, un margine che mantiene la formazione di Italiano nelle zone alte della graduatoria e in corsa per avvicinarsi alla vetta. La squadra di Istanbul ha dunque iniziato la stagione con un rendimento positivo, soprattutto nelle gare interne, dove il percorso è stato come detto finora impeccabile. L’obiettivo sarà ora trovare maggiore continuità anche lontano dal proprio stadio, così da poter davvero credere al sogno di conquistare un titolo che manca da sei anni.