Juve, dalla difesa al caso Kolo Muani: i nodi di Spalletti

Il ko contro il Sassuolo lascia in eredità a Luciano Spalletti qualcosa di più di punti persi: mette in discussione certezze che fino a quel momento sembravano solide. A vacillare non sono i comprimari, ma proprio gli uomini su cui il tecnico toscano aveva costruito l’ossatura della squadra.
Il reparto arretrato non è più una garanzia
Fino alla trasferta in Emilia, la retroguardia bianconera aveva retto senza troppi affanni nelle prime uscite di campionato. Domenica, invece, sono arrivati segnali preoccupanti. Bremer si è mostrato poco reattivo nei momenti chiave mentre Lucumì, arrivato in estate su forte pressione dello stesso Spalletti per le sue doti nella costruzione dal basso, ha faticato non poco, mostrando una versione ben lontana da quella ammirata a Bologna.
Kolo Muani, un digiuno che pesa
Il caso più delicato porta però il nome di Kolo Muani: zero reti in quattro presenze e prestazioni fin qui poco incisive, che stanno trasformando l’ex Psg in un vero rebus per la Juve. Anche lui era stato un obiettivo fortemente voluto dalla dirigenza e dal tecnico, che nelle ultime settimane non ha nascosto qualche insofferenza pubblica, chiedendo al francese maggiore concretezza sotto porta.
Buone notizie in vista dell’Europa League
Qualche sorriso arriva invece dall’infermeria, in vista del debutto europeo di giovedì contro il Nec: Cambiaso e McKennie sono recuperati e potrebbero tornare almeno in panchina, con la possibilità di scendere in campo a gara in corso. La sfida dell’Allianz Stadium potrebbe inoltre rappresentare l’occasione giusta per dare spazio a Sarr, che vista l’emergenza a centrocampo potrebbe ritagliarsi minuti importanti da qui alla pausa di dicembre.