Analisi

Juve, quanti errori sul mercato: spese doppie rispetto all’Inter, ma…

Mentre l'Inter ipoteca lo Scudetto con acquisti mirati e costi contenuti, la Juventus paga il prezzo di rivoluzioni continue
Giordano Grassi

Tra gennaio e febbraio la Serie A sembra aver assunto i contorni della sfilata trionfale dell’Inter. Il distacco accumulato sulla concorrenza è frutto di un filotto di partite condotto a una cilindrata superiore che rende vano ogni tentativo di inseguimento. Mentre Marotta e Ausilio hanno costruito una macchina quasi perfetta con una spesa netta contenuta (circa 60 milioni in due anni), puntando sulla stabilità e su innesti mirati, nella sponda bianconera di Torino è stata scelta, più volte, la strada della rivoluzione. Il risultato? Un’Inter che gestisce con saggezza i propri talenti, blindando i giovani come Pio Esposito, e una Juventus che sembra aver smarrito la propria identità tra un acquisto e l’altro.

Juve, gli investimenti record

I numeri della Juventus nell’ultimo biennio sono impressionanti. A fronte di oltre 350 milioni di euro messi sul piatto per acquistare profili come Koopmeiners, Douglas Luiz e Nico Gonzalez, il rendimento sul campo è drasticamente calato. La politica societaria ha prodotto un disavanzo – tra entrate e uscite – che doppia quello dei rivali nerazzurri, senza però ottenere risultati degni di nota. Operazioni come le onerose acquisizioni di Openda, David e Zhegrova o i poco meno di 20 milioni spesi per un Di Gregorio oggi in discussione, testimoniano una confusione strategica che ha portato i bianconeri a trovarsi a -18 dalla vetta, con il rischio concreto di scivolare fuori dalla zona Champions.

Juve, Spalletti cerca identità

Il confronto tra le due potenze del calcio italiano evidenzia come il problema della Juventus non sia la mancanza di fondi, quanto l’assenza di una visione a lungo termine. Se l’Inter ha aggiunto valore a un gruppo già solido, la Juve si è trasformata in un cantiere aperto, vendendo giovani poi rimpianti – come Huijsen, Soulé, Kean, Fagioli e Nicolussi Caviglia – per finanziare acquisti che finora non hanno spostato gli equilibri. In questo scenario, l’unica via d’uscita pare essere la continuità, a partire dal tecnico Luciano Spalletti.

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