Juve, si riparte: nuova stagione con tanti nodi ancora da sciogliere

Lunedì sarà ufficialmente il primo giorno di lavoro per la nuova Juventus, ma il ritrovo alla Continassa rischia di somigliare più a un arrivederci che a un vero e proprio nuovo inizio. Molti dei protagonisti (o meglio, dei delusi) della scorsa stagione torneranno infatti ad allenarsi agli ordini di Luciano Spalletti, compresi diversi giocatori considerati ormai fuori dai piani del club. Il motivo è un mercato bianconero che fatica a decollare: da qui a settembre sono attesi diversi cambiamenti in rosa, ma per ora la squadra resta in gran parte quella della passata stagione, complicando il lavoro del nuovo tecnico fin dai primi allenamenti.
Il caso Di Gregorio e le incertezze in difesa
Tra le situazioni più delicate c’è quella di Michele Di Gregorio: messo sul mercato dalla società dopo una stagione sottotono, il portiere si presenterà comunque al Training Center pronto a giocarsi le proprie chance, nonostante alcune dichiarazioni non proprio distensive arrivate dal suo entourage. Le trattative per i possibili sostituti, tra cui i nomi di Martinez e Vicario, procedono a rilento, alimentando l’ambiguità della situazione. Anche il reparto difensivo naviga in acque incerte: l’unico che sembra avere la maglia sicura è Kalulu, mentre sugli altri giocatori pesano ancora diversi punti interrogativi.
Centrocampo e attacco, i nodi principali
A centrocampo l’unica certezza porta il nome di Manuel Locatelli, con anche Thuram potenzialmente sacrificabile davanti a un’offerta convincente. Ma è l’attacco a fotografare meglio la confusione del momento: Dusan Vlahovic resta un rebus da svincolato, mentre David e Openda sono considerati esuberi che il club vorrebbe cedere, senza però che siano ancora arrivate proposte concrete. Una situazione ereditata dalla precedente gestione sportiva che il nuovo tandem Carnevali-Massara sta cercando di sbrogliare, senza però riuscire finora a imprimere una vera accelerata. Da qui l’impressione, alla vigilia del raduno, di una ripartenza fatta più di continuità forzata che di reale rinnovamento.