Lazio, la crisi è profonda e tangibile: l’eliminazione con il Mantova non lascia interpretazioni

La Lazio è partita nel peggiore dei modi. L’eliminazione ai trentaduesimi di Coppa Italia contro il Mantova, finalista appena pochi mesi fa, è molto più di un passo falso: è il primo, pesantissimo segnale di una crisi che coinvolge squadra, mercato e ambiente. All’Olimpico passa il Mantova, che al 96’ trova il 2-0 con Cajazzo a porta vuota, mentre Mandas era dall’altra parte del campo a caccia di un pareggio disperato. Un’immagine che racconta bene lo smarrimento biancoceleste: non segna nessuno, ci prova persino il portiere.
Un ambiente desolante
La serata dell’Olimpico è stata una fotografia impietosa. Appena 5.528 spettatori totali, curve chiuse e circa 1.600 mantovani a festeggiare una qualificazione storica. La desolazione sugli spalti è sembrata quasi lo specchio di quella in campo. Anche il preshow ha contribuito al surrealismo della serata, con Flaminia atterrata male in Monte Mario. E il sipario si è alzato senza Lotito, in vacanza a Cortina: mancava anche lui in una notte in cui sarebbe servita una scossa.
I problemi della Lazio
Le attenuanti per Gattuso sono soprattutto di mercato. Il tecnico ha trovato una squadra incompleta e ha già perso pezzi importanti. Tavares e Romagnoli erano fuori dai convocati, mentre in difesa mancano giocatori del calibro di Gila. Non possono bastare Doekhi e Provstgaard, fuori posizione in occasione dello 0-1 di Ruocco. Davanti, poi, il problema è ancora più evidente: la Lazio non ha un bomber. Dia e Ratkov non sembrano all’altezza del peso offensivo richiesto e ogni volta che arriva il momento di premere il grilletto il pallone finisce lontano dalla porta. I numeri fotografano la difficoltà: il Mantova ha tirato sette volte nello specchio, la Lazio appena tre, nonostante i 18 tentativi complessivi contro gli 11 degli avversari.
Crisi nera per i biancocelesti
La Lazio ha sofferto le marcature preventive e la pressione sugli uomini, con Rovella spesso lasciato solo davanti alla difesa. L’avvio aveva illuso. Dopo appena quattro minuti il palo di Dele-Bashiru, deviato da Cella, aveva acceso una piccola girandola offensiva. Sulla ribattuta Dia si è fatto murare da Bardi. Poi Cancellieri ha ciccato un’altra occasione. È stato praticamente tutto lì. Mandas ha anche mostrato ancora qualche difficoltà con i piedi, regalando palloni pericolosi agli avversari. Frattesi può diventare un tassello importante, ma rischia di essere soltanto un petardo nel buio se non arriveranno altri rinforzi. La Lazio ha bisogno di molto altro: un bomber, difensori pronti, profondità e qualità. La crisi rischia di essere soltanto all’inizio.