Lazio, l’attacco va rifondato: i numeri sono da incubo

In casa Lazio l'attacco è una delle priorità da risolvere, necessità di un intervento da parte della società. Nessuno è riuscito davvero a lasciare il segno e numeri confermano la crisi
Anna Venturi

In casa Lazio l’attacco è una delle priorità da risolvere, necessità di un intervento da parte della società. Nessuno è riuscito davvero a lasciare il segno e numeri confermano la crisi

La Lazio, dopo il doppio ko contro l’Inter in campionato e in finale di Coppa Italia, si arrende anche alla Roma nel derby valido per la trentasettesima giornata di Serie A. I biancocelesti non sono riusciti a trovare il gol, neanche per poter riaprire il match e dare almeno una speranza di riuscire a evitare la sconfitta. Una situazione che accentua ancora di più il problema offensivo della squadra di Sarri. Sono cambiati gli interpreti rispetto alla sfida di Coppa Italia, ma il risultato è rimasto sempre lo stesso. Cancellieri, Dia e Noslin nella stracittadina mentre mercoledì scorso erano scesi in campo Isaksen e Zaccagni insieme all’olandese. Maldini e Pedro subentrati a gara in corso, mentre Ratkov non è mai stato preso in considerazione. 

Lazio, rifondare il reparto è una necessità

È chiaro che c’è necessità di un intervento da parte della società, servirà una rivoluzione in estate per rialzare il livello del reparto offensivo a prescindere da chi sarà in panchina. Il futuro di Sarri è un altro tema caldissimo. Nessuno degli interpreti finora ha convinto e lasciato il segno. Contro la Roma tante azioni sono rimaste potenziali per responsabilità degli attaccanti e per la qualità delle loro scelte. 

Lazio, i numeri impietosi dell’attacco

La porta non l’ha vista nessuno e il dato della Lazio è salito a 17 match di campionato senza gol. In Serie A non accadeva dal 1988/89. I numeri non mentono e rafforzano ancora di più la tesi: Noslin e Isaksen contano 5 reti e sono quelli che hanno segnato di più nella rosa in 42 partite complessive. Cancellieri, Pedro e Zaccagni inseguono a 4 con lo spagnolo che a 39 anni è ai saluti. L’unico ad avere una media gol migliore: una rete ogni 248 minuti. 

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