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Lazio, quanto c’era mancato il ‘Sarrismo’!

Il 'Sarrismo' torna in casa Lazio: contro il Lecce la squadra di Sarri ricorda "il Napoli di 7/8 anni fa"
Niccolò Di Leo
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Il ‘Sarrismo’ torna in casa Lazio: contro il Lecce la squadra di Sarri ricorda “il Napoli di 7/8 anni fa”

La Lazio ritorna dalla sosta nel migliore dei modi. Vince 2-0 contro il Lecce in una partita dominata dai biancocelesti di Maurizio Sarri che, per la prima volta nella loro stagione, vestono dei panni vecchi, inutilizzati da tempo, ma pur sempre molto eleganti. Il sano ‘Sarrismo‘, quello del possesso e del dominio del gioco, quello del difendere, ma con il pallone tra i piedi, è tornato a illuminare il prato di un Olimpico deserto per la protesta del tifo laziale. Poche migliaia di persone si sono potute gustare lo spettacolo dagli spalti, le altre hanno deciso di far prevalere la propria idea e il proprio ideale, rinunciando a qualcosa di caro, ma per una causa più profonda e intima.

Guendou-sì, finalmente!

Se sugli spalti non c’è stato il consueto spettacolo, in campo ci ha pensato, però, la Lazio a vincere e convincere. I biancocelesti si sono imposti contro i salentini controllando la partita e indirizzandola con un atteggiamento più spavaldo rispetto a un Lecce timoroso. Il gol annullato a Sottil è l’episodio che ha spianato la strada alla Lazio, passata in vantaggio dopo 30′ con la rete di Matteo Guendouzi: bravo e fortunato nel deviare in porta l’ottimo cross di Basic. Le due mezzali sono la chiave per il successo. Accompagnano la manovra e poi finalizzano o cercano l’assist.

Dia beffato da Arena e da Noslin

Tutti nella Lazio hanno dato ottime risposte, Dia compreso. Il senegalese dopo le tante critiche ricevute mette in atto una buona prestazione, trova anche il gol, ma anche questo annullato per un presunto fallo sul difensore. Le beffe, per lui, non sono finite qui. Nel finale di partita, quando la Lazio ha bisogno del 2-0 che possa chiudere i conti, a trovarlo è lo stesso Tijjani Noslin che era subentrato a Dia. Lanciato in contropiede da Provedel, l’olandese fugge tra i due difensori, scarica il tiro su Falcone e poi ribadisce in rete la ribattuta del portiere romano.

L’analisi di Sarri

La Lazio vince per 2-0. Un risultato che rende meno amara una serata difficile e tesa, ma che soprattutto fa felice Maurizio Sarri che in conferenza stampa elogia la prestazione dei suoi: “Il palleggio è stato buono, per 60/70 minuti abbiamo fatto un calcio di alto livello dando la sensazione di avere il predominio. L’unica pecca è che la partita l’abbiamo tenuta in bilico fino al 90′. I ragazzi stanno giocando tutte le partite con qualcosa di meglio, ve lo dicevo anche quando perdevamo quasi sempre”. Non si esime anche da paragoni scomodi, arrivando a paragonare la prestazione conto il Lecce al “Napoli di 7-8 anni fa“.

Sarri e il mercato, oggi passa in secondo piano

Le qualità sono differenti, certo, ma Sarri ha ritrovato quell’entusiasmo che per lui è benzina sul campo d’allenamento. Perfino il mercato oggi passa in secondo piano davanti a una prova del genere. “Non me ne occupo io” glissa ai microfoni di DAZN, rispondendo a una domanda su quel Lorenzo Insigne che, però, vorrebbe davvero tanto a Formello. La soddisfazione è troppa per ritrovarsi incastrato in noiosi discorsi sul futuro della squadra, che comunque andranno affrontati a breve, magari già in settimana. La Lazio non è certa di poter far mercato liberamente a gennaio, dovrà attendere il responso della nuova commissione che prenderà il posto della Co.Vi.Soc, atteso intorno al 15 dicembre.

I numeri della Lazio

Nel frattempo gli occhi sono puntati sul campo. Ora si tornerà a lavorare in vista di sabato, quando a San Siro arriverà il Milan reduce dalla vittoria nel derby. Il morale è alle stelle in entrambe le piazze, almeno per quanto racconta il campo. Sarri ha scoperto un nuovo volto della sua squadra. La Lazio che difendeva a oltranza e che cercava di sfruttare le poche occasioni create, è capace anche di ricoprire il ruolo da protagonista in campo. Il tasso tecnico non è elevatissimo, ma quegli automatismi di cui aveva parlato dopo la sconfitta di Reggio Emilia contro il Lecce sono venuti fuori con continuità. I 642 passaggi riusciti, contro i 279 del Lecce, si riflettono nel 92% di precisione. Solo nell’ultimo terzo di campo la Lazio è riuscita a completare 102 passaggi, registrando un 68% di possesso palla che, questa volta sì, si rivela dato fondamentale per determinare il dominio della partita. A testimoniarlo sono le conclusioni totali: 19, di cui 9 in porta. La Lazio gioca una partita che ricorda davvero il vecchio ‘Sarrismo’. Forse non quello di Napoli, certamente quello del secondo posto della Lazio. Una squadra che alterna passaggi verticali e orizzontali, ma che soprattutto gioca in rapidità.

I numeri dei singoli

Un terzo dei passaggi riusciti (248) sono stati giocati in avanti, alzando il tasso di difficoltà, ma senza incappare nell’errore. Romagnoli ha giocato con successo 102 palloni, Gila lo segue a 89. I due centrali sono i nuovi registi della squadra biancoceleste. Sono loro a dare il via all’azione, bypassando un Cataldi più utile in fase di rottura che di costruzione, per il costante pressing di Berisha. Superata la trequarti, però, toccava agli esterni rischiare la giocata. Zaccagni ha completato 18 passaggi solo nell’ultimo terzo di campo, Isaksen 14, uno in meno di Guendouzi. Il francese, come Basic, era l’uomo in più al limite dell’area. Rispetto al croato ha tentato meno gli inserimenti, ma si faceva spesso trovare pronto al limite dell’area per liberare un compagno al tiro. Sono loro due (più Isaksen), infatti, a dominare per passaggi chiave: con i 4 di Basic e i 3 di Guendo.

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