L’eredità Hartono e il sogno europeo: il futuro del Como tra ambizioni e paletti Uefa
Il Como piange la scomparsa di Michael Bambang Hartono, l’uomo che insieme al fratello Robert ha trasformato il club in una delle potenze emergenti del calcio italiano. A 86 anni, l’imprenditore indonesiano lascia una società solida, autrice di un’ascesa verticale che oggi la vede stabilmente al quarto posto in classifica. Nonostante il dolore per la perdita, la continuità della famiglia Hartono è garantita: il progetto lungimirante che ha portato il valore della rosa da 106 a oltre 313 milioni di euro in meno di due anni non si fermerà. Tuttavia, l’imminente sbarco nelle coppe europee aprirà una sfida inedita: il confronto con i parametri Uefa, in un contesto che vede il bilancio al 30 giugno 2025 chiudersi con una perdita di 105 milioni.
Il Como e le regole del Fair Play Finanziario
Se la solidità della proprietà è fuori discussione grazie a un patrimonio familiare stimato oltre i 50 miliardi di dollari, il calcio moderno impone vincoli strutturali invalicabili. Qualificandosi in Europa, il Como dovrà sottostare alla Football Earnings Rule, che limita le perdite a 60 milioni su un triennio, e allo Squad Cost Ratio. Quest’ultimo parametro è particolarmente stringente: dal 2025/26, la spesa per stipendi, commissioni e mercato non potrà superare il 70% dei ricavi totali. Avendo una massa salariale che supera i 30 milioni di euro, il club lariano entrerà immediatamente sotto la lente d’ingrandimento della Uefa, dovendo dimostrare non solo solvibilità verso fisco e dipendenti, ma anche una sostenibilità operativa che oggi è influenzata dai massicci investimenti della scalata.
Como, le strategie per il bilancio
Per armonizzare i conti con le esigenze di Nyon, la dirigenza guidata da Suwarso, Ludi e Fabregas ha già pronte le contromosse. La partecipazione alla sola fase a gironi di Champions League garantirebbe circa 40 milioni di euro tra premi e diritti TV, un’iniezione di liquidità fondamentale per riequilibrare il rapporto costi/ricavi. L’altra grande leva sarà rappresentata dalle plusvalenze: la strategia di investire su talenti da valorizzare sta dando frutti straordinari, creando un “tesoretto” di cartellini pronti a generare profitti netti. Grazie a questo “cuscinetto” di valore tecnico e a possibili accordi di Settlement Agreement, il Como punta a trasformare l’eredità di Michael Hartono in un modello di successo duraturo nel panorama internazionale.