Manchester City e tifosi ai ferri corti: abbonamenti a rischio
I fan contestano la nuova politica sui biglietti e il 10% è pronto a non rinnovare

Mentre il Manchester City continua la sua rimonta in Premier League ed è a soli quattro punti di distanza dall’Arsenal capolista, fuori dal campo l’atmosfera è molto più tesa. Una recente modifica alla gestione dei biglietti e degli abbonamenti ha infatti innescato un’ondata di malcontento tra i membri più fedeli del tifo organizzato. Secondo quanto riportato da varie testate inglesi e internazionali, la stretta sulle modalità di trasferimento dei titoli d’accesso pensata per contrastare il bagarinaggio ha reso più complesso cedere il proprio posto se si è impossibilitati ad assistere a una partita. Un provvedimento che sta alimentando frustrazione e soprattutto il timore di perdere la possibilità di seguire la squadra con regolarità.
Protesta di massa
Il malumore non si limita a qualche lamentela sporadica: i numeri parlano chiaro. Un sondaggio dell’associazione tifosi “1894 Group” su oltre 3.000 sostenitori ha rivelato che circa il 10% degli interpellati non ha intenzione di rinnovare l’abbonamento per la prossima stagione, una percentuale che tradotta in cifre potrebbe significare migliaia di sostenitori in meno nelle curve. Gruppi organizzati avevano già in passato sollevato critiche sull’aumento dei prezzi e sulle relazioni con piattaforme di rivendita terze, ottenendo in precedenza anche il congelamento dei prezzi stagionali dopo veementi proteste pubbliche. Ora però la ritorsione dei supporters si promette di essere ancor più decisa.
Questione di rapporti
Il malcontento va oltre la semplice questione burocratica e tocca corde più profonde legate alla percezione del rapporto tra club e comunità locale. I tifosi chiedono un dialogo più aperto con la dirigenza e la revisione delle politiche che, a loro avviso, rischiano di allontanare chi ha sostenuto i Citizens per anni. In passato, parte della fanbase aveva già protestato contro incrementi dei prezzi e accordi commerciali ritenuti poco coerenti con gli interessi dei supporter e manager e giocatori avevano riconosciuto la legittimità di tali preoccupazioni. Adesso la sfida per il City sarà difficilissima: trovare un equilibrio tra modernizzazione della gestione dei biglietti e rispetto per la tradizione e la passione di chi vive l’Etihad come casa propria. E, al momento, non sembra proprio ci stia riuscendo.