
La nomina di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della Nazionale non convince pienamente la Lega Serie A. La scelta, arrivata dopo il caso Pirlo che ha portato alle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, è stata voluta personalmente dal presidente federale Giovanni Malagò, che ha affiancato al Mancio Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico.
La malumore dei club di Serie A
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, diversi club avrebbero preferito una soluzione diversa: Antonio Conte. I presidenti di Serie A, infatti, avrebbero anche dato la propria disponibilità a contribuire all’ingaggio dell’ex ct, considerato il profilo ideale per ricostruire dalle macerie lasciate dalla mancata qualificazione ai Mondiali. Il malumore sarebbe nato soprattutto dal metodo della scelta. Dopo aver sostenuto la candidatura di Malagò alla presidenza federale, i club si aspettavano di essere maggiormente coinvolti in una decisione destinata a influenzare il futuro della Nazionale per i prossimi quattro anni.
La responsabilità di Malagò
Quando Malagò ha proposto Mancini durante il Consiglio federale, il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli avrebbe espresso perplessità. Non tanto per il valore tecnico dell’allenatore, ritenuto comunque un profilo affidabile, quanto per il percorso che ha portato alla nomina. La Lega ha poi diffuso una nota ufficiale nella quale ha scelto la linea della responsabilità, augurando buon lavoro a Mancini e Ranieri e sottolineando la necessità di “guardare avanti con unità e spirito di collaborazione”. Malagò, però, si è assunto completamente la responsabilità della decisione. Dopo il lungo inseguimento fallito a Guardiola e il caso Pirlo, il nuovo presidente federale sa che il margine d’errore sarà praticamente nullo: il nuovo corso azzurro parte già sotto osservazione.