Maresca vola con il suo Manchester City. Nonostante tutto
Il club sta vivendo una situazione delicatissima fuori dal campo, ma è primo a punteggio pieno in Premier League

C’è un Manchester City che non guarda in faccia a nessuno e che in attesa di una sentenza che potrebbe paradossalmente nella peggiore delle ipotesi persino cancellarlo dal grande calcio inglese continua intanto a macinare risultati con un rullo compressore. La truppa di Enzo Maresca si è tolta anche la soddisfazione di dare una grande lezione di calcio al Liverpool, acerrima rivale fino a qualche tempo fa e ora apparso lontanissimo dal livello messo in campo da Cherki e compagni in queste prime giornate di Premier League. Primato e punteggio pieno nella prima stagione dopo l’addio di Pep Guardiola sono elementi che danno valore e lustro alla partenza di una squadra che dopo la sconfitta nel Community Shield non ha più sbagliato un colpo.
Funziona tutto
Un calcio fluido e corale, l’esplosione del talento di Cherki e un gruppo giovane pieno di entusiasmo e voglia di imparare. Ma anche il traino di un centrocampo da oltre 400 milioni di euro, un portiere straordinario e uno dei migliori centravanti di sempre. Il City ha ingranato subito e lo ha fatto nel segno della continuità di chi c’è stato, riuscendo però anche ad aprirsi alle novità di un nuovo corso che doveva portare anche una ventata di aria fresca dopo le delusioni dell’ultima stagione dell’epopea di Pep. Un compito che Maresca, che è stato al suo fianco per tanto tempo, ha assunto con grande capacità e autorità e magari con un po’ di sano sentimento di rivalsa dopo la fine burrascosa della sua esperienza al Chelsea.
Un club esclusivo
E Maresca con questo avvio ha già toccato un record, entrando in un club riservato a pochissimi. L’italiano è infatti diventato uno dei soli quattro allenatori capaci di vincere le prime sei partite consecutive alla guida di un club nella massima Serie inglese. Prima di lui ci erano riusciti infatti soltanto Carlo Ancelotti con il Chelsea, Pep Guardiola con lo stesso Manchester City e Ole Gunnar Solskjaer con il Manchester United. Un traguardo meritato per un comandante ben saldo, anche con la tempesta che avanza.