Napoli, Allegri ritrova la “sua” Signora: a Torino gli anni migliori
Il livornese ha allenato i bianconeri dal 2014 al 2019 e poi dal 2021 al 2024 facendo incetta di trofei e raggiungendo due finali di Champions League

Massimiliano Allegri torna a Torino da avversario. Domenica 1° novembre, alle 20.45, il suo Napoli farà visita alla Juventus all’Allianz Stadium per la decima giornata di Serie A: una sfida dal peso specifico importante e, per il tecnico azzurro, inevitabilmente carica di significati personali. Quella contro la Signora non sarà mai una partita come le altre. Allegri, che non sarà in panchina per la squalificata di due giornate beccata contro la Roma (al suo posto ci sarà il vice, Landucci), ritrova la società con cui ha costruito il capitolo più vincente della propria carriera, quello che lo ha consegnato alla storia del calcio italiano.
Allegri e la Juventus: cinque anni di dominio a Torino
Il rapporto tra Allegri e la Juventus è cominciato nell’estate del 2014, in un momento tutt’altro che semplice. L’allenatore livornese arrivò a Torino per raccogliere l’eredità di Antonio Conte, reduce da tre scudetti consecutivi, e inizialmente fu accolto con grande scetticismo dalla tifoseria. Bastarono però pochi mesi per cambiare completamente il giudizio sul nuovo tecnico. Da quel momento iniziò un quinquennio straordinario. Tra il 2014 e il 2019 Allegri conquistò cinque scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia e due Supercoppe italiane, per un totale di 11 trofei. Un ciclo che ha avuto come unico grande rimpianto la Champions League, sfiorata in due occasioni con le finali perse contro Barcellona e Real Madrid. Numeri che raccontano soltanto una parte della storia. La Juventus di Allegri riuscì infatti a vincere in modi differenti: dominando, rimontando, gestendo il risultato e sfruttando quella capacità di leggere le partite che sarebbe diventata uno dei marchi di fabbrica dell’allenatore.
Il ritorno e l’addio dopo la vittoria della Coppa Italia
Presosi un momento di pausa, il tecnico livornese venne richiamato dalla Juve nell’estate del 2021 prendendo il posto di Andrea Pirlo. L’Allegri-bis, però, non ricalcò i fasti del primo mandato. Paradossalmente, nel momento più alto si consumò anche l’addio. La sera del 15 maggio 2024 la Juve vinse la Coppa Italia contro l’Atalanta grazie alla rete di Dusan Vlahovic ma a far discutere fu la sfuriata dell’allenatore nei confronti dell’arbitro Maresca che portò all’espulsione: togliendosi la giacca Allegri cercava il designatore in tribuna – famoso il suo “dov’è Rocchi” -. Poi al triplice fischio l’alterco con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e il direttore di Tuttosport Guido Vaciago. La società bianconera non gradì quanto accaduto e, dopo aver valutato la situazione, il 17 maggio 2024 comunicò ufficialmente l’esonero di Massimiliano Allegri. Nella nota, il club spiegò che la decisione era legata ai comportamenti tenuti dal tecnico durante e dopo la finale, giudicati incompatibili con i valori della Juventus e con il comportamento richiesto a chi rappresenta la società. Un finale tanto turbolento quanto amaro. Ora Allegri torna a Torino da avversario con il suo Napoli e nonostante tutto non potrà fare altro che ricordare i migliori anni della sua carriera.