Pallone d'Oro

Pallone d’Oro, storia e origini del premio riservato ai più grandi

A settant’anni dalla prima edizione del Pallone d’Oro ecco la storia del trofeo individuale più ambito nel calcio
Michele Cerrotta
Pallone d'Oro (Photo by Joe Prior/Visionhaus via Getty Images)

A settant’anni dalla prima edizione del Pallone d’Oro ecco la storia del trofeo individuale più ambito nel calcio

Pallone d'Oro
Pallone d’Oro (Photo by Joe Prior/Visionhaus via Getty Images)

Calciatore prima, giornalista e allenatore poi. Prima ancora dei commenti tecnici di grandi ex in TV, a fare da apripista ci ha pensato Gabriel Hanot, difensore francese di inizio Novecento. Ed è proprio grazie a lui che superata la metà del secolo nasce il Pallone d’Oro, l’ambito trofeo che quest’anno sarà assegnato nella serata di lunedì 26 ottobre a colui che i votanti hanno individuato come miglior calciatore della stagione 2025/2026. Ma, in attesa della cerimonia quest’anno in programma a Londra, come nasce davvero il premio?

La nascita del Pallone d’Oro

Come anticipato, l’intuizione della necessità di creare un premio va attribuita a Gabriel Hanotche, supportato dai colleghi Jacques Ferran, Jacques Goddet, Jacques de Ryswick, nel 1956 grazie alla rivista francese France Football riesce a inventare il Pallone d’Oro. L’obiettivo, neanche troppo lontano da quello attuale, era quello di premiare il miglior giocatore europeo dell’anno votato da una giuria di giornalisti. Il primo a ottenere il prestigioso riconoscimento fu Stanley Matthews, leggenda del calcio inglese e all’epoca ala destra delBlackpool, che superò la concorrenza di Alfredo Di Stefano. Una prima volta da record, tra l’altro: ancora oggi, con il premio ricevuto a 41 anni, Matthews rimane il più anziano ri conoscitore del trofeo.

Le modifiche regolamentari

Nel corso degli anni qualche regola del Pallone d’Oro è stata modificata, pur mantenendo innato lo spirito. Nel 1995 il premio è stato aperto ai giocatori provenienti da tutto il mondo, a patto che questi giocassero in campionati europei. Dal 2007, poi, è stato rimosso anche il vincolo geografico e ogni calciatore, a prescindere da nazionalità e campionato di appartenenza, può vincere il trofeo. Per questo giocatori come Pelé e Maradona non risultano nell’elenco dei vincitori, sebbene premiati in seguito per cancellare l’onta con trofei alla carriera. Dall’edizione del 2023, inoltre, è caduto il riferimento all’anno solare: per eleggere il vincitore si guarda all’ultima stagione calcistica e soprattutto si dà – o si dovrebbe dare – maggior peso alla prestazione individuale.

Il fascino del Pallone d’Oro

Nonostante negli anni siano stati portati avanti vari tentativi per sostituire il Pallone d’Oro, quest’ultimo non è stato mai superato da nessun altro riconoscimento individuale. Per qualche anno il premio organizzato e consegnato da France Football ha convissuto con il FIFA World Player of the Year, trasformandosi in Pallone d’Oro FIFA. Un binomio presto caduto, con i premi che hanno seguito strade separate e con il primo e originale riconoscimento che ha continuato e continua ancora oggi a mantenere uno status d’eccezione.

Votanti e voti

Ad avere diritto al voto in origine erano appena 16 elettori, mentre del 2021 si è arrivato addirittura a quota 170. Un’enormità che è stata ridotta: a oggi sono i votanti sono i rappresentati dei primi 100 paesi del ranking FIFA e a votare per l’Italia è Paolo Condò. Ogni elettore può esprimere dieci preferenze ordinate in ordine decrescente basandosi su una lista di 30 candidati stilata dalle redazioni di France Football e L’Équipe, da un membro della giuria dell’edizione precedente e dagli ambasciatori dell’UEFA (Luis Figo e Fabio Capello per il trofeo maschile). A seconda della posizioni saranno assegnati ai calciatori indicati rispettivamente 15, 12, 10, 8, 7, 5, 4, 3, 2 e 1 punto. E se dovesse esserci parità? In tal caso conterebbe il numero di voti ottenuti per il 1° posto e via dicendo in caso di ulteriori parità.

Il trofeo

Il vincitore del Pallone d’Oro porta a casa un trofeo composto da due semisfere di ottone saldate, quindi lavorate e in seguito ricoperte d’oro. La sfera viene poi unita a una base di pirite, mentre l’ultimo dettaglio aggiunto è il nome del vincitore. Il trofeo viene realizzato a Parigidall’oreficeria Mellerio, la stessa che prepara anche il trofeo per il Roland Garros. Il tempo per costruirlo? Oltre cento ore di lavoro. Il trofeo, alto 31 centimetri, largo e profondo 23 e pesante 12 chilogrammi, ha un valore di 13 Mila euro.

I record 

L’uomo dei record se si parla di Pallone d’Oro non può non essere Leo Messi, che di trofei ne ha vinti ben otto. L’argentino ha anche il record di successi consecutivi, quattro, di podi (quattordici), di successi in più decenni (tre) e di vittorie con squadre diverse (tre) oltre a essere l’unico ad aver vinto giocando in una squadra non europea (Inter Miami nel 2023), mentre Cristiano Ronaldo ha il record di nomination avendo toccato quota diciotto. Se Stanley Matthews, primo vincitore, è stato anche il più anziano a 41 anni e 11 mesi, Ronaldo il Fenomeno è stato il più giovane grazie alla vittoria a 21 anni e 3 mesi nel 1997. L’unico portiere ad aver vinto è stato Lev Yashin mentre il liberiano Weah è stato il primo giocatore non europeo a conquistare il trofeo e a oggi l’unico africano.

Settantennale, favoriti e lista

L’edizione 2026 sarà speciale perché vedrà il Pallone d’Oro festeggiare i suoi 70 anni e per questo la cerimonia si sposterà da Parigi a Londra, nel tentativo di omaggiare Stanley Matthews. Ma chi vincerà il trofeo? Kane a livello individuale è reduce da un anno meraviglioso Mondiale compreso, Yamal non ha brillato al Mondiale ma lo ha vinto, vincendo anche la Liga. Attenzione poi all’ultima zampata di Messi, strepitoso in Nordamerica prima di arrendersi in finale con la Spagna dove gioca Rodri, outsider da non dimenticare in vista della cerimonia del 26 ottobre prossimo nell’elenco dei trenta riportato di seguito.

  • Vitinha (Psg/PORTOGALLO)
  • Vinicius Jr (Real Madrid/BRASILE)
  • Fabian Ruiz (Psg/SPAGNA)
  • William Saliba (Arsenal/FRANCIA)
  • Ferran Torres (Psg/SPAGNA)
  • Dayot Upamecano (Bayern Monaco/FRANCIA)
  • Rodri (Barcellona/SPAGNA)
  • Declan Rice (Arsenal/INGHILTERRA)
  • Willian Pacho (Psg/ECUADOR)
  • Julian Quinoes (Al-Qadsiah/MESSICO)
  • Michael Olise (Bayern Monaco/FRANCIA)
  • Joao Neves (Psg/PORTOGALLO)
  • Lionel Messi (Inter Miami/ARGENTINA)
  • Nuno Mendes (Psg/PORTOGALLO)
  • Lautaro Martinez (Inter/ARGENTINA)
  • Kylian Mbappé (Real Madrid/FRANCIA)
  • Marquinhos (Psg/BRASILE)
  • Sadio Mané (Al-Nassr/SENEGAL)
  • Lamine Yamal (Barcellona/SPAGNA)
  • Kvicha Kvaratskhelia (Psg/GEORGIA)
  • Harry Kane (Bayern Monaco/INGHILTERRA)
  • Achraf Hakimi (Psg/MAROCCO)
  • Erling Haaland (Manchester City/NORVEGIA)
  • Gabriel (Arsenal/BRASILE)
  • Bruno Fernandes (Manchester United/PORTOGALLO)
  • Luis Diaz (Bayern Monaco/COLOMBIA)
  • Ousmane Dembelé (Psg/FRANCIA)
  • Marc Cucurella (Real Madrid/SPAGNA)
  • Pau Cubarsí (Barcellona/SPAGNA)
  • Jude Bellingham (Real Madrid/INGHILTERRA)

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