Irlanda del Nord

Playoff, l’Italia sfida l’Irlanda del Nord: solo due convocati provengono dalla Premier

La formazione di O'Neill è composta perlopiù da calciatori di seconda e terza categoria
Chiara Scatena
Irlanda del Nord

L’Irlanda del Nord si prepara ad affrontare l’Italia nella semifinale dei playoff per la qualificazione al Mondiale, coltivando il sogno di tornare a giocare la competizione a distanza di 40 anni dall’ultima partecipazione, datata Coppa del Mondo FIFA 1986. Sulla carta si tratterebbe di una vera impresa: la selezione guidata da Michael O’Neill parte sfavorita, non solo contro gli Azzurri ma anche in un’eventuale finale contro una tra Galles e Bosnia ed Erzegovina. Già l’accesso ai playoff, conquistato all’ultima giornata del girone, rappresenta infatti un risultato oltre le aspettative.

Calciatori provenienti dai campionati inglesi

Ma che squadra si troverà di fronte l’Italia? Una Nazionale composta in gran parte da giocatori che militano nei campionati minori inglesi. Dalla Premier League arrivano soltanto due elementi: il terzino Trai Hume, in forza al Sunderland, e il centrocampista Justin Devenny, sotto contratto con il Crystal Palace e unico giocatore della rosa impegnato anche nelle competizioni europee. Il resto del gruppo è formato prevalentemente da calciatori della Championship (la seconda serie inglese): sono ben 14 i convocati provenienti da questo campionato. A questi si aggiungono diversi elementi della League One, la terza divisione, da cui provengono otto giocatori selezionati da O’Neill.

Al di là dell’Inghilterra

Allargando lo sguardo fuori dall’Inghilterra, si trovano poche eccezioni: Brad Lyons gioca nella Scottish Premiership con il Kilmarnock, mentre altri elementi militano nella seconda divisione scozzese e nella 2° Bundesliga. Presente anche un giovane proveniente dalla Premier League 2, il campionato riserve inglese. In sintesi, quella dell’Irlanda del Nord è una squadra costruita più su compattezza e spirito di gruppo che su individualità di spicco: caratteristiche che la rendono un avversario ostico, ma che sulla carta lasciano comunque l’Italia nettamente favorita.

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