Roma ai piedi di Gasperini: il salto di qualità si basa su di lui
Il tecnico ha raggiunto l’obiettivo Champions dopo una stagione complessa sul piano dei rapporti, guadagnandosi la credibilità di tutti

La Roma riparte da Gian Piero Gasperini e da una qualificazione in Champions che ha il sapore di una svolta. Al primo anno sulla panchina giallorossa, il tecnico piemontese è riuscito dove molti avevano fallito, riportando il club tra le grandi d’Europa dopo sette stagioni di assenza. Un risultato arrivato al termine di un’annata tutt’altro che lineare, segnata da tensioni interne, difficoltà societarie e da una gestione spesso complicata degli equilibri dirigenziali. In un ambiente fragile e pieno di pressioni, Gasperini ha però scelto di blindare il gruppo e costruire una squadra compatta, credibile e feroce dal punto di vista mentale. La sua forza è stata quella di convincere tutti, dai giocatori alla piazza, che il traguardo fosse davvero possibile.
Il prossimo passo
Il tecnico ha ricostruito la Roma partendo dagli uomini che aveva a disposizione. Ha rilanciato leader dati per finiti, difeso i senatori nei momenti più delicati e trasformato diversi giocatori in elementi centrali del progetto. Parallelamente ha insistito con la società affinché la rosa venisse rinforzata già durante la stagione, intuendo prima di altri che il campionato offriva margini concreti per inserirsi stabilmente nella corsa Champions. Adesso però arriva la parte più delicata: trasformare quella che oggi appare come un’impresa in una consuetudine. I Friedkin hanno scelto chiaramente di affidarsi a Gasperini e questo comporta anche una precisa responsabilità sul mercato e nelle future scelte strategiche del club.
Le mosse
Il nodo resta quello economico, con il Fair Play Finanziario che obbligherà la Roma a sacrificare almeno un big per riequilibrare i conti. Ndicka, Koné e Soulé sono i nomi maggiormente indiziati, mentre sul fronte rinnovi Gasperini spinge per trattenere uomini considerati fondamentali come Dybala, Pellegrini e Celik. Servirà poi un direttore sportivo pienamente in sintonia con il tecnico, motivo per cui il profilo di Tony D’Amico continua a guadagnare terreno. Sul mercato, invece, la priorità sarà trovare finalmente una seconda punta di alto livello capace di completare il reparto offensivo. Greenwood, Tzolis e Nusa rappresentano idee concrete per una Roma che vuole crescere senza perdere identità, continuando a unire giocatori affermati e talenti da valorizzare.