Serie A, il Napoli cerca il riscatto contro il Como: i precedenti sono in favore dei lariani
Il Como è la bestia nera del Napoli, gli ultimi scontri diretti non sorridono alla squadra di Conte che è chiamata a invertire il trend per arrivare in Champions

Sabato alle 18 il Como ospita il Napoli al Sinigaglia, una sfida che mette in palio punti preziosissimi per la Champions. Una trasferta complicata per la squadra di Conte, spesso quella di Fabregas l’ha messa in difficoltà e lo confermano i risultati degli ultimi precedenti. L’ultimo risale al 10 febbraio in Coppa Italia, in quell’occasione Nico Paz e compagni hanno espugnato il Maradona ai calci di rigore. Dopo l’1-1 firmato Baturina e Vergara, le due squadre sono andate alla lotteria dei calci dal dischetto che hanno condannato all’eliminazione i padroni di casa che hanno ceduto la semifinale agli ospiti.
I precedenti tra Como e Napoli
In campionato, la gara d’andata – sempre al Maradona – si è conclusa con un pareggio a reti bianche con Morata che ha fallito in calcio di rigore. La scorsa stagione, nella gara del girone di ritorno, il Como si è imposto 2-1 sul Napoli. Per risalire alla vittoria dei partenopei sui lariani bisogna tornare al 2024, al mese di ottobre. In quell’occasione la gara si concluse 3-1 per gli azzurri che riuscirono a imporsi grazie alle reti di McTominay, Lukaku e Neres.
Le parole di Fabregas su Conte
Il Napoli, dopo aver abbandonato la corsa per lo scudetto, si è totalmente concentrato sulla Champions ma la concorrenza è agguerrita. Sono 8 i punti che separano la squadra di Conte da quella di Fabregas in classifica, gli azzurri devono per forza vincere per poter blindare il secondo posto e non cedere terreno al Milan che insegue con solo due punti in meno. Il salentino avrà bisogno dei suoi migliori interpreti per cercare di riscattare le ultime sconfitte negli scontri diretti. Intanto, lo spagnolo ha parlato super bene del suo ex allenatore e attuale rivale in panchina: “Ricordando i due anni di Antonio, se la domanda è se abbia imparato qualcosa, sì. Tantissimo. Mi ha fatto soffrire tantissimo. Anche io lo voglio nella mia squadra, in un modo magari diverso, anche senza palla. Alla fine è la stessa cosa e sì, è vero che dopo 4-5 mesi di adattamento al suo metodo, io volavo a dicembre. Fisicamente mi sentivo fortissimo”.